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Torino: processo Giovine, chieste pene fino a 3 anni e mezzo

Cronaca

Torino, 25 mag. - (Adnkronos) - Tre anni e 6 mesi per Michele Giovine, 2 anni e 6 mesi per suo padre Carlo. E' la richiesta di pena fatta oggi in aula a Torino dal pm Patrizia Caputo. I due, oggi presenti in aula, sono imputati per le presunte firme false della lista "Pensionati per Cota" alle scorse elezioni regionali. Il pm nella sua requisitoria ha ripercorso gli elementi che proverebbero la colpevolezza dei due.

Secondo l'accusa Michele e Carlo Giovine il 25 febbraio 2010 non si trovavano a Gurro e Miasino, i due paesi nel novarese dove sono state apposte le firme e lo proverebbe l'analisi delle loro utenze telefoniche. Non erano li', per la Caputo, nemmeno i firmatari di cui cinque hanno dichiarato davanti al giudice, Alessandro Santangelo, di non aver sottoscritto i moduli elettorali.

"Devono essere dichiarati colpevoli in concorso - ha detto la Caputo - perche' tutte queste falsita' sono confluite in un'unica falsita' che e' la lista elettorale. Un fatto estremamente grave perche' e' lo sfregio piu' totale di ogni forma di legalita'". A questo "si aggiunge un reiterato inquinamento probatorio mai visto prima" ha precisato la Caputo riferendosi al fatto che diversi testimoni sarebbero stati contattati e indottrinati prima delle loro deposizioni. Per i due l'accusa ha chiesto anche un risarcimento simbolico di alcuni euro e l'interdizione dai pubblici uffici e il divieto di candidatura per la durata della pena per Carlo Giovine e per 5 anni per il figlio Michele.

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