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Chiusura Fincantieri, proseguono proteste

Cronaca

Napoli, 25 mag. - (Adnkronos) - Proseguono le proteste dei lavoratori di Fincantieri contro il nuovo piano industriale. Un nuovo presidio è stato organizzato oggi all'interno del Comune di Castellammare. Contestualmente, i lavoratori sono andati a occupare la stazione della Circumvesuviana della città stabiese con un presidio nell'adiacente Viale Europa.

"Nonostante l'incontro di ieri con il presidente della Regione Campania Stefano Caldoro, e la convocazione del da parte del ministro per lo Sviluppo economico Paolo Romani, - riferisce il segretario generale della Uilm Campania Giovanni Sgambati - i lavoratori non si sentono rassicurati dalla minacciata chiusura del cantiere stabiese e continueranno le iniziative di mobilitazione per garantire al cantiere di continuare la sua attività, e per garantire un futuro ai lavoratori di Fincantieri e del suo indotto".

La protesta è esplosa questa mattina anche tra gli operai di Fincantieri a Palermo. Dopo l'assemblea alle 8 e un corteo in via Notarbartolo fino alla sede dell'assessorato regionale Infrastrutture, circa seicento operai hanno bloccato tutti gli accessi della circonvallazione all'altezza dell'ex Motel Agip. Il corteo alle 12 è partito in direzione della Prefettura, attraverso le vie Terrasanta e La Farina e tutto il centro.

Assemblea e sciopero di due ore questa mattina nella sala mensa Fincantieri di Porto Marghera. Il locale era stracolmo non solo per la massiccia presenza dei dipendenti diretti del cantiere, ma anche di quelli delle imprese d'appalto, tutti fortemente preoccupati. Lo stabilimento di Marghera occupa 1.085 dipendenti ormai addetti solo alla costruzione di parte dello scafo e a funzioni amministrative e gestionali.

Del piano di Fincantieri "ce ne stiamo occupando molto, ovviamente", ha dichiarato il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi aggiungendo che la situazione "impegna e preoccupa per gli obiettivi, le condizioni sociali e soprattutto il possibile impatto sui lavoratori e sul territorio". E aggiunge: "Seguiamo da tempo Fincantieri, c'è un tavolo al ministero del Lavoro". Il titolare del dicastero di via Veneto assicura quindi che il governo sta lavorando per "verificare e se possibile correggere la situazione attuale".

''Ma lo sappiamo da oggi che c'è un problema nella cantieristica? Ma sono due anni che lo sappiamo. Il governo deve imparare dai giornali qual è il piano di Fincantieri? Sono cose - ha sottolineato il leader del Pd Pierluigi Bersani - assolutamente inaccettabili. Si è dormito largamente su una crisi che andava affrontata. Miracoli non ne fa nessuno, lo ripeto per l'ennesima volta, ma, perbacco, qualcosa in più si doveva e si poteva fare''.

Il fatto è che per la Fincantieri manca un regista. ''Ci sono problemi di costi di ristrutturazione e di finanziamenti - ha aggiunto Bersani -, ci sono a volte problemi di bacini di carenaggio. Ci possono essere commesse pubbliche interessanti anche finanziabili, ci possono essere normative che aiutano i ricambi. Insomma, bisogna aiutare il settore - ha proseguito - a passare la punta più acuta della crisi rimanendo in piedi. E qui ci vuole un tavolo - ha auspicato - dove ognuno faccia la sua parte di sforzo, ma ci vuole un regista di tutto questo, sono anni che manca un regista''.

Di un piano industriale "inaccettabile" parla il segretario generale della Cgil Susanna Camusso. Piano che "per la dimensione che ha, sembra costruito per moltiplicare il conflitto e non per ragionare nel merito". "Il primo problema che abbiamo di fronte - ha continuato - è la convocazione del tavolo su Fincantieri, non propriamente precipitosa, fatta dal governo per il 3 giugno". Camusso ha spiegato di non alludere solo alla data troppo in là con il tempo, ma al fatto che "il tavolo per Fincantieri era stato aperto al ministero dello Sviluppo economico circa due anni fa, a ottobre-novembre del 2009". "E in tutto questo tempo -ha concluso- non sono state date risposte".

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