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Chiusura Fincantieri, Cei: esplode collera dei poveri

Economia

Città del Vaticano, 25 mag. (Adnkronos) - ''La forza della rivolta al sud è stata accompagnata da una violenza che è il simbolo di una rabbia che c'è nel cuore della gente e che non è più contenibile. Quanto sta avvenendo è come la mano di Dio che ci avverte: prepariamoci alla collera dei poveri''. E' quanto ha detto all'ADNKRONOS monsignor Giancarlo Maria Bregantini, presidente della Commissione episcopale per i Problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace, e arcivescovo di Campobasso, in merito alla grave crisi che ha investito i cantieri navali a Genova e Castellammare di Stabia.

Monsignor Bregantini ha così voluto testimoniare la grande preoccupazione dei vescovi italiani per quanto sta avvenendo sul piano sociale. La gravità della rivolta, ha aggiunto Bregantini, a margine dei lavori dell'assemblea generale della Cei, ''dimostra come questi fenomeni siano collegati a quanto avviene in Spagna. Adagio adagio non è più una questione del nord Africa, ma ormai le situazioni cominciano a degenerare anche da noi e ci avvertono, quasi come un'avvisaglia, che se la cosa non è contenuta in un certo modo, la vicenda sarà sempre più difficile da gestire''.

''Quanto sta avvenendo - ha aggiunto - è come la mano di Dio che ci avverte: prepariamoci alla collera dei poveri, è quanto disse nel '68 Paolo VI nella enciclica Populorum progressio: la collera dei poveri sarà incontenibile, perché non potremmo più giustificarla né contenerla. Questa direi è la lettura sapienziale e angosciante che è nel nostro cuore''. Ancora l'arcivescovo ha spiegato: ''La preoccupazione per Castellammare è doppiamente tragica. Indubbiamente poi la situazione di Castellammare ci dimostra come queste zone del sud siano sempre più dimenticate e sempre più siamo angosciati da questi fatti''.

Per fronteggiare questa grave crisi che ha investito l'industria cantieristica italiana, ''la politica deve farsi più seria e non litigare più sulle cose secondarie'', ha sottolineato Bregantini. Ancora l'arcivescovo ha espresso ''rammarico per la decisione di licenziare un numero così alto di lavoratori, considerando quanto ha detto Bagnasco nella prolusione all'assemblea generale della Cei, e cioè che la precarietà ci sta creando una preoccupazione grandissima nel cuore''. ''Il primo auspicio che ha fatto il cardinale - ha aggiunto Bregantini - è quello che vorremmo in tutti i modi che si facesse il possibile per salvare i posti di lavoro. E quindi questa posizione del governo di ripensarci e di mettersi attorno a un tavolo e di coinvolgere anche la comunità europea è certamente la decisione più saggia. Bisogna fare in modo cioè di salvare il più possibile l'esistente, fra l'altro un numero così alto di licenziamenti, circa il 20% degli operai impiegati, è una cosa enorme''.

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