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Yemen, notte di sangue a Sana'a: 24 morti per gli scontri tra esercito e opposizione

Esteri

Sana'a, 26 mag. - (Adnkronos/Ign) - Notte di scontri e morti a Sana'a tra l'esercito yemenita fedele al presidente, Ali Abdullah Saleh, e i miliziani dello sceicco Sadiq al-Ahmar, leader dell'opposizione e della tribù degli Hashed. L'ultimo bilancio parla di 24 vittime. Ma aspri combattimenti sono ancora in corso nei pressi dell'aeroporto internazionale, destinato molto probabilmente ad essere nuovamente chiuso dopo la riapertura di questa mattina.

Nei confronti dello sceicco e del suo clan, da quattro giorni protagonista dei conbattimenti tra militari e miliziani intorno alla sua abitazione ad al-Hesbah, la Procura ha emesso un mandato di arresto.

A rendere ancora più difficile la situazione in mattinata è esploso un deposito di armi, causando altri 28 morti. Tra le vittime ci sarebbero diversi militari, secondo quanto reso noto da una fonte del ministero della Difesa yemenita alla tv satellitare 'al-Arabiya', ma al momento non è ancora chiara la natura della deflagrazione.

Davanti a quella che si profila come una guerra civile, l'ambasciata degli Stati Uniti a Sana'a ha invitato i propri diplomatici "non essenziali" a lasciare lo Yemen. Secondo quanto riferisce la tv satellitare 'al-Arabiya', sono stati già evacuati i familiari del personale che lavora presso l'ambasciata così come tutti gli impiegati considerati ''non indispensabili''.

Per il Dipartimento di Stato americano "il livello di minaccia alla sicurezza in Yemen è molto alto a causa delle attività terroristiche e delle rivolte civili che coinvolgono le maggiori città". Nella giornata di mercoledì il presidente americano, Barack Obama, aveva invitato il presidente yemenita, Ali Abdullah Saleh a dimettersi.

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