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Teatro: la 'polifonia' della Shoa in 'Sono soltanto animali' (2)

Spettacolo

(Adnkronos) - ''Il nostro lavoro -spiega Luciano Colavero- e' partito dalle testimonianze dei sopravvissuti, dai diari delle vittime, dai documenti dei processi, dalle dichiarazioni dei comandanti, dalle interviste rilasciate da chi non si e' mosso dal ruolo di spettatore. Questi materiali li abbiamo rielaborati liberamente, per metterli in comunicazione con il nostro presente, per fare in modo che le schegge di storia da noi raccolte potessero aiutarci a trovare una risposta alle domande che ci pone ogni giorno la realta', deformata e parziale, che riceviamo dai media e dai nostri stessi occhi''.

''Lavorando in questo modo, prendendo progressivamente coscienza delle distanze e delle prossimita' tra il presente e il passato, ci siamo resi conto -conclude l'autore e regista- di quanto avesse ragione Bauman affermando che l'Olocausto non e' stato altro che un raro, ma tuttavia significativo e affidabile, test delle possibilita' occulte insite nella societa' moderna. Auschwitz non e' stata un'eccezione, prendiamone atto''.

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