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Bagnasco: "La politica ha bisogno oggi di credenti come avvenne nel dopoguerra"

Politica

Città del Vaticano, 26 mag. - (Adnkronos) - I giovani e i cattolici devono tornare a impegnarsi in prima persona nella vita politica partendo "dalle sorgenti della vita cristiana'' per continuare a partecipare alla costruzione del Paese. E' questo l'appello lanciato oggi pomeriggio dal cardinale Angelo Bagnasco che ha rivolto un discorso di saluto a Benedetto XVI in occasione della recita del rosario nella basilica di Santa Maria Maggiore cui ha preso parte il Papa con tutto l'episcopato italiano in occasione dei 150 anni dell'unità d'Italia.

''In questa particolare stagione - stimolati dal ricco patrimonio della Dottrina Sociale della Chiesa, e di recente dalla Sua ultima Lettera Enciclica 'Caritas in veritate' - sentiamo di dover invitare i cattolici, e in particolare i giovani che ne avvertono la vocazione, a sperimentarsi in quella esigente forma di carità che è l'impegno politico''. ''In tal modo - ha aggiunto Bagnasco - vorremmo contribuire anche in questa fase storica, come accadde all'inizio dello Stato unitario o nell'immediato dopoguerra, alla permanente costruzione del nostro Paese''.

''Sia di esempio e di guida a tutti - ha proseguito l'arcivescovo di Genova - la figura di un laico, padre di sette figli, economista e docente universitario, di cui a breve vivremo con gioia la beatificazione: il servo di Dio Giuseppe Toniolo. Egli scriveva: 'Noi credenti sentiamo, nel fondo dell'anima, che chi definitivamente recherà a salvamento la società presente non sarà un diplomatico, un dotto, un eroe, bensì un santo, anzi, una società di santi'''.

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