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Leader G8: sosteniamo la primavera araba Per Egitto e Tunisia 20 miliardi di dollari

Esteri

Deauville, 27 mag. (Adnkronos/Ign) - Il G8 sostiene la transizione di Egitto e Tunisia verso la democrazia con 20 miliardi di euro per il periodo 2011-2013. E' l'impegno assunto dai leader degli otto Paesi più industrializzati del mondo, secondo quanto si legge nella bozza di dichiarazione finale del vertice di Deauville. "I cambiamenti in corso in Medio Oriente e nel Nordafrica sono storici e possono aprire la via agli stessi sconvolgimenti avvenuti nell'Europa centrale ed orientale dopo la caduta del muro di Berlino - si legge nel documento - Noi, membri del G8, sosteniamo fermamente le aspirazioni della primavera araba e quelle del popolo iraniano".

Dopo aver accolto con favore la decisione delle autorità egiziane "di sollecitare l'aiuto dell'Fmi e delle banche di sviluppo multilaterali e quella della Tunisia in favore di una politica di prestiti congiunta e coordinata", il G8 annuncia che le istituzioni finanziarie "potranno fornire più di 20 miliardi di dollari, di cui 3,5 dalla Banca europea per gli investimenti, a Egitto e Tunisia per il periodo 2011-2013 per sostenere le riforme". Oltre a questo, gli otto Grandi mobiliteranno "aiuti bilaterali sostanziali per accrescere questo sforzo".

Secondo quanto riferito dal ministro delle Finanze tunisino Jalloul Ayed, in una conferenza stampa a Deauville, il presidente francese Nicolas Sarkozy ha proposto un pacchetto di aiuti del valore di 40 miliardi di euro a sostegno della 'primavera araba'.

LIBIA - Nella nuova bozza della dichiarazione finale di Deauville si legge che il G8 ritiene che Muammar Gheddafi abbia "perso ogni legittimità" e che "debba andarsene". "E' chiaro - affermano i leader degli otto Paesi più industrializzati del mondo - che Gheddafi e il suo regime continuano a commettere crimini gravi contro il popolo libico. Gheddafi ha perso ogni legittimità, deve andarsene".

"Noi abbiamo la stessa determinazione a finire il lavoro" in Libia, ha detto il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, al termine di un incontro bilaterale con Sarkozy, prima dell'inizio dei lavori. "Noi siamo convinti che l'attuazione del mandato delle Nazioni Unite sulla protezione dei civili libici non potrà avvenire fino a quando Gheddafi guida le sue forze contro la popolazione", ha sottolineato Obama parlando a Deauville, riconoscendo insieme a Sarkozy che sono stati fatti "progressi nella campagna libica". Il presidente francese ha anche ribadito che "Gheddafi deve andarsene, i libici hanno diritto a un futuro democratico".

SIRIA - Il G8 chiede alla leadership siriana di "fermare immediatamente l'uso della violenza e dell'intimidazione" contro il suo popolo, ma non minaccia un'azione all'Onu. E' il contenuto dell'ultima bozza di dichiarazione del vertice di Deauville, che rivede quella precedente ed elimina il riferimento all'Onu. Nel documento, i leader degli otto Paesi più industrializzati del mondo si dicono "sconvolti dalla morte di molti dimostranti pacifici" e mettono in guardia genericamente Damasco sulla possibilità che siano prese in considerazione "ulteriori misure", oltre alle sanzioni già decise da Unione Europea e Stati Uniti. Il riferimento sarebbe sparito su insistenza della Russia, contraria alle richieste di una dichiarazione di condanna del regime siriano da parte del Consiglio di sicurezza dell'Onu.

RIPRESA GLOBALE - La ripresa economica globale sta diventando sempre più "autosufficiente", ma "restano dei rischi" si legge nella bozza, in cui si sottolinea in particolare come la crescita sia messa a rischio dall'aumento dei prezzi delle materie prime. "La ripresa globale sta guadagnando forza e sta diventando più autosufficiente - è scritto nel documento - Comunque restano i rischi e gli squilibri interni ed esterni sono ancora una preoccupazione". I leader del G8 osservano come "l'elevato aumento dei prezzi delle materie prime e la loro eccessiva volatilità" rappresentino il rischio maggiore per la ripresa.

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