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Libri: Marcucci, sto con Llosa, in arte ci vorrebbe meno stupore e piu' mistero

Cultura

Roma, 27 mag. - (Adnkronos) - "Sono assolutamente d'accordo con Mario Vargas Llosa. A mio avviso nell'arte contemporanea ci vorrebbe meno stupore e piu' mistero. Anche perche' lo stupito e' parente dello stupido". L'artista e giornalista Benedetto Marcucci, interviene cosi' nel dibattito aperto dall'intervista rilasciata da Vargas Llosa oggi a 'La Stampa'.

Marcucci, artista 43enne romano, e' stato allievo e assistente di Mario Schifano ed e' l'autore della "Treccani sottolio", istallazione che e' gia' stata esposta al Macro quest'inverno e dal 9 giugno sara' visibile a Palazzo Venezia nell'ambito della costola romana della Biennale Arte. Viene naturale coinvolgerlo nella discussione perche' la sua opera e' stata in passato associata allo squalo immerso nella formaldeide di Damien Hirst, citata dal premio Nobel peruviano come esempio di 'pagliacciata' spacciata per opera d'arte. "Preciso che io ho fatto il mio primo 'Sottolio' un anno prima del suo orribile squalo -sottolinea Marcucci- ma il tema che io ho svolto ha piu' livelli di lettura: c'e' un livello pop ma anche uno alto".

L'Enciclopedia Italiana, probabilmente l'impresa scientifica piu' imponente di tutta la storia culturale nazionale, nell'epoca di Wikipedia e dei supporti digitali, vive evidentemente un momento critico. Non per questo, secondo Marcucci, deve esser dimenticata in qualche cantina o lasciata morire in uno scaffale: al contrario deve essere conservata. "In questo rapporto tra elevazione a reliquia e inattualita', ma anche nella paradossale impossibilita' di essere letta, sta la filosofia dell'installazione", spiega l'artista. (segue)

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