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Berlusconi al G8: giustizia patologia nostra democrazia, ne ho parlato con tutti i leader

Politica

Roma, 27 mag. (Adnkronos/Ign) - La giustizia ''è una patologia della nostra democrazia, non mi sembra un problema da poco, ci vuole una riforma''. Silvio Berlusconi durante la sua conferenza stampa finale al G8 di Deauville torna, dopo il colloquio di ieri con Obama, a puntare il dito contro certa magistratura.

"Ribadisco, con assoluta fermezza ancora una volta - ha esordito il premier - come nel nostro Paese si sia creata una situazione non più tollerabile di interferenza di alcuni magistrati della pubblica accusa nei confronti dei rappresentanti del popolo democraticamente eletti con accuse completamente destituite di ogni fondamento e che mai, mai hanno retto al vaglio dei magistrati giudicanti, come dimostra la mia storia personale".

"Si è quindi più volte interferito - ha proseguito - nella vita politica del Paese, addirittura creando in alcuni casi crisi di governo e la caduta di governi democraticamente eletti, con il conseguente ricorso ad elezioni anticipate. Poiché sono venuti meno quei bilanciamenti che erano previsti dalla nostra originaria Costituzione, i magistrati responsabili di questi accadimenti - ha detto ancora Berlusconi - non sono mai stati riconosciuti colpevoli né tantomeno sono state sanzionate le loro responsabilità".

Di questo problema, ha rivelato, ''ne ho parlato con tutti i leader del G8'', magari ''non qui ma anche prima'', in altri contesti. ''Ho ritenuto mio dovere informarli di quella che è la situazione in Italia'' del sistema giudiziario.

Il premier ha quindi chiarito che ''non abbandonerò la politica, fino a quando in Italia non ci sarà una riforma giusta''. Denunciando che ''mi vogliono aggredire anche sul piano patrimoniale per favorire un mio avversario politico e la sinistra'', ha affermato facendo riferimento alla sentenza sul Lodo Mondadori. E dunque ''è fondamentale che si sappia a quale persecuzione sono stato sottoposto''. Si deve conoscere anche "il tentativo di colpirmi, anche sotto il profilo patrimoniale, con la sola logica di togliermi dalla scena politica per aiutare quella sinistra che non è riuscita con il responso delle urne''.

E ieri nel colloquio con Obama ''ho difeso il prestigio e l'istituzione del presidente del Consiglio che è lì a rappresentare l'Italia''. Quanto alla reazione di Obama Berlusconi ha assicurato che ''non c'è nessun distacco tra il presidente Obama e me. Tra di noi c'è grande rispetto, amicizia e sostegno'' da parte del presidente Usa.

Il premier se l'è presa anche con ''certa stampa'' che ''troppo spesso travisando anzichè narrare i fatti, tende a delegittimare le Istituzioni del nostro Paese". Quindi ha affrontato gli altri temi di cui si è discusso al vertice.

LIBIA - A proposito della Libia "l'opinione di tutti è che l'attuale regime stia implodendo". "La Nato ha chiesto il prorogarsi delle operazioni che realizzano la decisione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite per altri novanta giorni - ha aggiunto il premier - e quindi si è verificata da parte di tutti la convinzione che bisogna continuare con decisione per far sì che si possa sostituire all'attuale regime una democrazia. Credo che sia convinzione della comunità internazionale che il leader Gheddafi non possa più restare in Libia e non possa più essere a capo di un governo libico".

EGITTO - Quanto all'Egitto, la comunità internazionale è pronta a sostenere il Paese con aiuti economici, ma a condizione che il governo del Cairo si impegni sul rispetto delle minoranze religiose, in particolare dei cristiani copti. "L'Egitto - ha ricordato il premier - che è la civiltà più antica e il Paese più popoloso della regione, ha presentato attraverso il presidente del governo provvisorio il suo piano economico e ha garantito l'intenzione del governo di arrivare ad una collaborazione con le minoranze religiose".

EURO - Al G8 si è parlato anche di moneta unica. "E' giusto" che l'euro sia forte, ma non al punto da penalizzare le nostre esportazioni. Ha chiarito Berlusconi. Non è vero, non si è parlato di questo", ha sottolineato il premier, precisando che nella sessione di ieri dedicata all'economia globale "c'è stato soltanto, davanti a un intervento del presidente Obama, l'affermazione di come gli Stati Uniti tengano alla forza dell'euro". "Naturalmente, noi abbiamo risposto che questo penalizza le nostre esportazioni - ha puntualizzato Berlusconi - e che quindi sia giusto che la nostra moneta sia forte, ma non così forte da rendere più difficili le esportazioni dei nostri prodotti negli Stati Uniti o comunque nei Paesi del dollaro".

STRAUSS-KAHN - Un 'no comment' è arrivato dal presidente del Consiglio sulla vicenda che ha riguardato l'ex presidente dell'Fmi Strauss-Kahn: ''Non ho un'opinione in proposito, tra l'altro non ho avuto modo di conoscerlo e quindi non esprimo un giudizio''.

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