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Attacco a caschi blu in Libano: feriti sei italiani, nessuna vittima

Esteri

Beirut, 27 mag. - (Adnkronos/Aki/Ign) - E' di sei feriti, di cui due in gravi condizioni, il bilancio dell'attentato contro una pattuglia italiana nei pressi di Sidone, in Libano. Contrariamente a quanto emerso in precedenza da fonti della Difesa, quindi, ''non si registrano morti in conseguenza dell'esplosione dell'ordigno fatto deflagrare al passaggio dell'autocolonna italiana. Si registrano sei feriti, di cui due in gravi condizioni'', dice all'Adnkronos il generale Massimo Fogari, portavoce dello Stato Maggiore della Difesa.

Erano quattro i veicoli del convoglio del contingente Unifil obiettivo dell'attentato. Secondo 'al-Arabiya' la deflagrazione e' stata molto potente e ha distrutto l'ultimo veicolo del convoglio e colpito il terzo. Secondo la tv di Hezbollah, al-Manar, l'esplosione ha centrato l'ultimo veicolo, su cui viaggiavano quattro militari.

In precedenza al-Arabiya aveva riferito di due soldati italiani uccisi e altri cinque feriti a causa di un'esplosione verificatasi nella zona di Sidone. Secondo la tv libanese Future News, l'esplosione sarebbe avvenuta nei pressi del fiume Awwali. Stando a fonti della sicurezza libanese, contattate dall'agenzia di stampa Dpa, la deflagrazione e' avvenuta vicino allo stadio di Sidone, a poco piu' di 40 chilometri a sud di Beirut. Secondo il sito di al-Manar, tv vicina al movimento sciita Hezbollah, nell'esplosione sarebbero rimasti feriti anche due civili libanesi.

"Al momento nessun gruppo ha rivendicato l'attentato" riferisce ad AKI-ADNKRONOS INTERNATIONAL il colonnello Lorenzo Cucciniello, rappresentate dell'Unifil a Beirut. "Un comunicato in cui si dispone di non lasciare le basi militari e' stato trasmesso a tutti i contingenti presenti in Libano" ha aggiunto Cucciniello.

"Mi giungono dal Libano notizie drammatiche, che suscitano grande dolore e sentimenti di profondo cordoglio - commenta a caldo il titolare della Farnesina, Franco Frattini -. Mi rivolgo ai familiari delle vittime, ai quali esprimo la mia vicinanza piu' sincera e la commossa ammirazione verso chi ha dato la vita per onorare il proprio Paese in una missione di pace, ed auguro pronta guarigione ai feriti". ''Dobbiamo alla missione Unifil un contributo decisivo alla stabilita' in una delle aree piu' sensibili della regione mediorientale -prosegue Frattini -ed e' per questo motivo che l'Italia e' vicina ai suoi militari che danno prova di straordinaria professionalita' e senso del dovere".

L'esplosione che questo pomeriggio nel sud del Libano, nei pressi di Sidone, ha coinvolto un'autocolonna di militari italiani dell'Unifil, la forza Onu dispiegata nel sud del Paese dei Cedri, e' avvenuta nel giorno in cui in Libano i caschi blu hanno partecipato a una cerimonia al quartier generale di Naqura in vista della Giornata internazionale dei peacekeeper delle Nazioni Unite. La Giornata, per ricordare i soldati morti in missione, viene celebrata ogni anno il 29 maggio.

Alla cerimonia odierna a Naqura hanno partecipato il generale di brigata Santi Bonfanti, vice comandante di Unifil, peacekeeper in rappresentanza dei 35 Paesi che partecipano alla missione, autorita' libanesi e ufficiali delle forze armate e delle forze di sicurezza libanesi, oltre a diplomatici. Il generale Bonfanti e il generale Emile Sallum, in rappresentanza delle forze armate libanesi, hanno deposto corone in onore dei peacekeeper morti in missione. ''Rendo omaggio a tutti voi peacekeeper, uomini e donne, civili e militari, che lavorate ogni giorno in modo disinteressato, instancabile e coraggioso in Unifil - ha detto il generale Bonfanti durante la cerimonia - Il vostro lavoro e' fonte di orgoglio ogni giorno per le Nazioni Unite''.

Dal 1978 (Unifil e' stata creata con la risoluzione 425 del Consiglio di Sicurezza Onu il 19 marzo di quell'anno) e fino alla notizia dell'esplosione odierna a Sidone, almeno 292 i soldati di Unifil morti in servizio.

Prima dell'attentato di oggi l'unico precedente di nostri militari morti in Libano risale al 6 agosto 1997 quando durante un volo di addestramento notturno, un elicottero AB205 cadde al suolo a causa dell'improvviso peggioramento delle condizioni meteorologiche, provocando la morte dei Capitani dell'Esercito Antonino Sgro' e Giuseppe Parisi, il Maresciallo Capo dell'Esercito Massimo Gatti e l'Appuntato dei Carabinieri Daniel Forner.

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