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Libano: a Sidone rabbia per attacco Unifil, barbarie contro amici italiani

Esteri

Beirut, 28 mag. - (Adnkronos/Aki) - E' con sdegno e rabbia che la comunita' di Sidone, nel sud del Libano, ha reagito all'attacco sferrato ieri a un convoglio dell'Unifil, che ha fatto sei feriti tra gli italiani della forza internazionale schierata nella zona. ''Questo e' un atto criminale contro i soldati italiani, che sono nostri buoni amici e ci assistono nella nostra vita di tutti i giorni'', ha commentato Abu Mohammed Salameh, abitante dall'area, all'agenzia Dpa.

''Gli italiani ci forniscono cure mediche, aiutano i nostri contadini e garantiscono la pace in una regione cosi' instabile'', ha aggiunto. ''Questo e' un duro colpo per la sicurezza libanese - ha aggiunto un altro residente dell'area in cui e' avvenuta l'esplosione, Hassan Habli - avra' sicuramente un impatto negativo sul nostro paese''. Per ora non e' arrivata alcuna rivendicazione per l'attacco contro gli italiani dell'Unifil, condannato da tutte le forze politiche libanesi.

Molti, soprattutto nello schieramento filo-occidentale del premier uscente Saad Hariri, vedono la mano della Siria, che avrebbe voluto lanciare un avvertimento alla comunita' internazionale e all'Europa in particolare, che ha adottato nuove sanzioni con l'obiettivo di mettere fine alla repressione delle proteste antigovernative. Un precedente attacco alle forza Unifil risale a gennaio 2008, quando furono feriti sulla stessa strada tra Sidone e Beirut due peacekeeper irlandesi. A giugno 2007, un altro attacco uccise sei militari spagnoli.

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