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Fisco: Cgia, via scontrini e ricevute fiscali ad artigiani e commercianti

Economia

Roma, 28 mag. - (Adnkronos)- "Via gli scontrini e le ricevute fiscali ad artigiani e commercianti". A chiederlo e' il segretario della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi. "Con gli studi ormai a regime -dice Bortolussi- la valenza fiscale di questi strumenti non ha piu' senso, visto che i ricavi degli autonomi, e le conseguenti imposte e contributi da versare allo Stato, sono stabiliti a tavolino dall'Amministrazione finanziaria attraverso gli studi di settore. Visto che in queste ultime settimane il ministro Tremonti e' intervenuto opportunamente contro l'oppressione fiscale a carico delle imprese, riteniamo sia il caso che si attivi anche per l'abolizione di scontrini e ricevute".

Una proposta, ricordano dalla Cgia di Mestre, che era stata al centro di un accordo fatto nel lontano 1996 tra il Governo di allora e le categorie economiche degli artigiani, dei commercianti e dei piccoli imprenditori. "Intesa -dice ancora Bortolussi- che prevedeva il superamento della valenza fiscale dello scontrino e della ricevuta una volta che gli studi di settore fossero stati introdotti e applicati a tutte le categorie. A distanza di 15 anni, e con gli studi ormai a regime, questo impegno, purtroppo, non e' stato ancora mantenuto".

La richiesta di abolire scontrini e ricevute fiscali, spiega l'associazione Artigiani e piccole imprese, "parte da una considerazione statistica: tra il 2001 ed il 2007, l'80% circa dei controlli eseguiti dalla Guardia di Finanza sulla emissione di scontrini e ricevute fiscali ha dato esito negativo". "Vale a dire -prosegue la Cgia- che baristi, fruttivendoli, idraulici, autoriparatori, falegnami o commercianti, nonostante le campagne denigratorie che periodicamente subiscono, gli emettono regolarmente. Solo il 20% circa di queste categorie e' incorso nelle sanzioni comminate dalle Fiamme Gialle".

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