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Yara, a Brembate l'ultimo saluto "Assassini uscite dall'oscurità"

Cronaca

Brembate di Sopra (Bergamo), 28 mag. - (Adnkronos) - "Noi vorremmo guardarli in faccia quei volti, incrociare i loro sguardi, vorremmo dirgli uscite dall'oscurità che sta mangiando anche voi". E' l'appello lanciato dal vescovo di Bergamo, Francesco Beschi, durante l'omelia per i funerali di Yara Gambirasio , la 13enne uccisa il 26 novembre scorso.

Come previsto, il Palazzetto dello sport - dove sono state vietate immagini e foto all'interno - era gremito di persone che hanno voluto dare l'ultimo saluto alla piccola vittima. Circa 5.000 le persone presenti alla cerimonia. I 400 posti all'interno sono stati occupati da familiari e autorità, mentre amici e semplici conoscenti hanno preso posto nel giardino della struttura dove è stato allestito un maxi schermo.

Sulla bara della 13enne c'era la sua foto e un fascio di rose gialle. In prima fila ad assistere ai funerali oltre ai genitori anche i tre fratelli di Yara: Keba, Gioele e Natan. Più volte, durante la funzione religiosa durata quasi due ore, amici e concittadini della giovane promessa della ginnastica hanno applaudito. "Yara - ha sottolineato il vescovo - non è semplicemente morta, su di lei abbiamo visto accanirsi il male". Beschi non ha dimenticato i volontari e le forze dell'ordine che per tre mesi hanno cercato senza sosta la 13enne, poi si rivolge a papà Fulvio e mamma Maura invitandoli a non abbandonare la fede. "L'amore è più grande dell'odio, l'onestà è più bella della menzogna".

Il vescovo ha ricordato poi che la morte di una figlia "è sempre insopportabile" e invita i genitori della 13enne a "non abbandonare la giusta strada. L'asse su cui possiamo ricominciare è la croce di Cristo, la croce di Yara, la croce degli innocenti". Ora, ha concluso il vescovo: "Yara è tornata a casa".

Presenti alla cerimonia pubblica anche gli amici, i compagni di scuola, chi frequentava con lei la palestra, ma anche tanti conoscenti o semplici curiosi. Non sono mancati i volontari della protezione civile che hanno continuato senza sosta le ricerche fino al 26 febbraio scorso, quando il corpo senza vita fu trovato in un campo a Chignolo d'Isola. Per loro è arrivato l'invito, non condiviso, di non indossare la divisa per evitare possibili contestazioni.

Il feretro della 13enne, che ha lasciato tra gli applausi la palestra, raggiungerà il cimitero dove Yara sarà cremata e seppellita tra i nonni paterni.

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