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Mostre: dal 28 maggio al 25 settembre 'Dali' il genio' al Castello Aragonese

Cultura

Roma, 28 mag. - (Adnkronos) - Dal 28 maggio al 25 settembre il Castello Aragonese di Otranto ospita la mostra 'Dali' il genio', a cura di Alice Devecchi.Dopo il grande successo degli ultimi due anni con le mostre di Joan Miro' e Pablo Picasso, che hanno registrato 90mila presenze complessive, il castello apre le porte a uno dei piu' importanti artisti contemporanei del '900, affermandosi come punto di riferimento per l'arte e la cultura a livello nazionale e internazionale. Questo evento, infatti, apre la terza stagione di grandi mostre del Castello di Otranto, contenitore culturale gestito dalla Societa' cooperativa Sistema Museo di Perugia e dall'Agenzia di Comunicazione Orione di Maglie, con la direzione artistica dell'architetto Raffaela Zizzari.

La mostra 'Dali' il genio' accoglie sei sculture originali in bronzo, tra le quali 'Elefante cosmico' (di grandi dimensioni - h 120 x 90 x 350 cm), e una selezione di cinquantaquattro incisioni originali, che spaziano nel mondo del surreale per illustrare temi e testi letterari e che ancora una volta testimoniano la grande capacita' grafica del maestro spagnolo. Dali' attraversa testi completamente diversi per registro, tono, epoca, con l'unico filo rosso che e' l'indubbia riconoscibilita' delle sue figurette allungate, delle sue fughe vertiginose di linee, della sua irreprensibile indole provocatoria.

"Le serie grafiche in mostra sono legate a testi molto diversi, per epoca, per registro, oltre che per trama", precisa la curatrice Alice Devecchi. "Per ognuna si puo' intuire quale elemento abbia agganciato l'attenzione di Dali' permettendogli di affrontare con i suoi strumenti figurativi la narrazione per immagini". "Le sculture - prosegue - paiono la materializzazione dei personaggi che Dali' dirige nella sua opera gra?ca, attori che si muovono in scena nonostante le loro articolazioni molli, senz'ossa, raccontando ognuna la sua storia piu' o meno eroica. "La vocazione alla teatralita' che l'artista ha sempre avuto - aggiunge- nell'arte come nella vita suggerisce in quest'occasione una disposizione delle sue opere plastiche in guisa di interpreti a tre dimensioni di ogni storia raccontata nei fogli incisi".

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