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Caso Yara: folla per l'ultimo saluto, messaggio di Napolitano/Il punto (2)

Cronaca

(Adnkronos) - "Ognuno di noi ha un motivo per essere qui", ricorda monsignor Beschi e "siamo qui anche per attendere una risposta, per attendere un dono che e' piu' forte del male e del peccato. La morte di un figlio e' sempre insopportabile, ma questa morte e' il peso di una sconfitta per tutti, anche per quanti per tanto tempo e con tanta generosita' hanno cercato Yara e alla fine l'hanno trovata ma non come speravano".

Una sconfitta che non deve lasciare spazio ai dubbi. "C'e' una grande tentazione che e' rappresentata da un immagine: un ponte interrotto. C'e' una famiglia che cammina, ma all'improvviso il ponte si interrompe e si pensa che bisogna cambiar strada. Si pensa che quanto si e' insegnato, l'onesta', la giustizia, l'amore e la fiducia siano grandi errori. E' questa la tentazione, ma dobbiamo ricordare -aggiunge- che l'amore e' piu' grande dell'odio. L'asse su cui possiamo camminare e' la croce di Cristo, la croce di Yara, la croce degli innocenti e noi sulla loro croce possiamo proseguire sulla giusta strada".

Yara oggi "e' tornata a casa: nella sua palestra che e' stata come la sua seconda casa" e che oggi accoglie la sua famiglia, i visi tristi e increduli dei compagni di scuola e delle amiche di tante avventure sportive. Difficile trattenere le lacrime quando la madre di Yara si avvicina al feretro e bacia, stringendo a se', la foto di sua figlia. Cosi' come quando un diacono legge il messaggio che i genitori rivolgono alla piccola comunita'. "E' estremamente difficile trovare le parole per esprimere la gratitudine per voi che ci avete sorretto e avete condiviso questo dramma", e' l'incipit del messaggio. (segue)

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