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Premi: Lupo, il Campiello un sogno che inseguivo da tempo

Cultura

Roma, 28 mag. - (Adnkronos) - "Sono molto contento di essere entrato nella cinquina del Premio Campiello. Era un sogno che inseguivo da tempo. Lo aspettavo. Gia' col precedente romanzo ero arrivato al Campiello, ma tra i semifinalisti". Questo il commenta di Giuseppe Lupo, il secondo della cinquina dei finalisti decretati oggi dalla Giuria dei Letterati del Premio Campiello.

"Avevo vinto precedemente altri premi - racconta all'ADNKRONOS - con i miei tre romanzi, ma questo e' un premio che offre una grandissima visibilita'. Ed in piu' io sono articolarmente legato al Campiello per varie ragioni. La prima attiene alla struttura di questo Premio che si basa su una 'doppia formula'. Si e' valutati, infatti, da una giuria di esperti letterati e da una giuria popolare, quindi, si ha gia' un riscontro con i possibili lettori".

"Il secondo aspetto che mi rende felice - spiega - e' il fatto di essere entrato nella cinquina, perche', pur vivendo a Milano, sono lucano di origine. La Basilicata nel Novecento ha avuto una tradizione di narratori lucani che hanno avuto a che fare con il Campiello, traendone fortuna, si puo' dire che hanno riscosso 'fortuna sulle acque della laguna'". Insomma, la tradizione di narratori lucani, quali ad esempio Pasquale Festa Campanile, Raffaele Nigro, Mariolina Venezia, "e' stata conosciuta attraverso il Campiello, a differenza, invece, di altri Premi come lo Strega e il Premio Viareggio". (segue)

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