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Omicidio Scazzi: gip Taranto, lettere Misseri possono ingannare (2)

Cronaca

(Adnkronos) - Il gip non riesce a trovare una spiegazione logica al fatto che Michele, in una lettera, scrive di essere stato costretto, non si sa da chi, a fare falsa testimonianza per salvare alcuni familiari innocenti, in particolare la moglie Cosima e il fratello Carmelo (detto anche Carmine) dai sospetti della Procura. Per farlo, pero', ha deciso di accusare proprio Sabrina che pure era la figla prediletta e dalla quale era ricambiato da grande affetto.

Queste argomentazioni, che poi sono le stesse gia' utilizzate dal Tribunale dell'Appello cautelare del 18 gennaio, ''hanno trovato - sostiene il gip - decisiva conferma in un elemento di prova nuovo (perche' emerso dopo le anzidette ordinanze cautelari), genuino (perche' formato in epoca precedente ai fatti di causa ed al di fuori di un contesto di interlocuzione con gli investigatori) e per di piu' proveniente dalla stessa indagata''. Si tratta dei numerosissimi sms scambiati da Sabrina con l'amico Ivano nei mesi precedenti al delitto che, oltre a rivelare un rapporto piu' intimo tra i due e una vera ossessione della ragazza per l'amico, rappresentano una situazione di grave tensione tra i genitori della giovane, Michele e Cosima.

Sabrina si era dovuta frapporre molte volte tra di loro per scongiurare circostanze tragiche. Risulta quindi ''assurdo - scrive il gip - che codesta azione calunniosa (di Michele verso Sabrina ndr), Misseri l'abbia apprestata per salvare proprio colei che, invece, gli aveva reso la vita impossibile''. Tutte le lettere ''altro non sono, se non che il prodotto di un ravvedimento malamente operoso, poiche', con ogni verosimiglianza, eteroindotto, e, comunque, non genuino''.

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