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L'album dei Belladonna: note noir fra mistero, erotismo e paranormale

Spettacolo

Roma, 29 mag. (Adnkronos) - "Facciamo musica per provocarci piacere muovendo l'aria con i suoni e, immersi completamente nell'esperienza del suono, restiamo lontani dai desiderata commerciali". E' l'intento che guida l'esperienza dei Belladonna, sin dall'inizio. E a raccontarlo all'ADNKRONOS è il chitarrista Dani Macchi che, insieme a Luana, ha fondato il gruppo e con la quale ha scritto tutti i brani, sin dal principio dell'avventura della band rock noir nel 2005.

Il terzo album del gruppo, 'And there was light', è uscito il 23 maggio su iTunes e, come gli altri due, risuona di mistero, erotismo e soprannaturale. I Belladonna toccano, infatti, delle corde del tutto particolari. "Se noi avessimo voluto conquistare il mercato attuale - dice Dani - avremmo scelto altra musica. La nostra è una vocazione, è come se stessimo allevando un figlio, amandolo e seguendolo. L'elemento comunicativo, quello del rapporto con il pubblico, viene dopo. La cosa principale per noi è fare qualcosa che, riascoltandola, ci torna indietro".

"Avere il responso degli altri è un di più. E' un po' come quando cucini. Lo fai perché dà piacere innazittutto a te. E se poi stai cucinando per la tua donna e lei apprezza, sei ancora più felice. Fare musica è anche come fare l'amore, provi piacere nel farlo e il piacere aumenta quando dai piacere anche all'altro. Sia per me che per Luana, comunque, "la musica è davvero un'attività primordiale. I brani, infatti, si scrivono da soli, come nella scrittura automatica. Per noi è quasi una seduta spiritica. C'è uno stato di consapevolezza del reale lievemente alterato, come quello di quando si è ad un passo dall'addormentarsi. E poi, un istante dopo, le canzoni si materializzano da sole".

Per questo terzo album, anch'esso scritto e composto da Luana Caraffa e Dani Macchi (e prodotto artisticamente dallo stesso Macchi), i Belladonna a novembre sono andati a Los Angeles ed hanno registrato agli Stagg Street Studios, leggendario studio vintage dove sono stati registrati dischi storici di artisti come Patti Smith, Brian Wilson, Csny e Tom Waits.

Uno studio dal pedigree ideale per l?album che i Belladonna hanno voluto realizzare: registrato completamente dal vivo, senza click track e suonando tutti assieme guardandosi negli occhi. Proprio come nei primi dischi di band come Doors e Led Zeppelin, che facevano dell?intensità emotiva irripetibile di una band appassionata e passionale che suona dal vivo la cifra peculiare della loro espressione musicale.

Cruciale il ruolo dell?engineer che la band ha ingaggiato per l?occasione: il leggendario Mike Tacci, già engineer del 'Black Album' dei Metallica, che dopo aver ascoltato i demo dell?album ha deciso di farsi coinvolgere nell?avventura di registrare un album 'come se si fosse nel 1973'.

Un altro ruolo imprescindibile nelle riuscita delle session agli Stagg Street Studios è stato quello di Alex Elena (polistrumentista, songwriter e produttore già nominato ai Grammy nel 2008 per il suo lavoro con Alice Smith, e recentemente al lavoro con Lily Allen e Ruby Friedman), che con la sua energia, talento e carisma ha prodotto, guidato e catalizzato la band fino a portarla a fotografare su nastro le infuocate takes dal vivo che costituiscono il nucleo vitale di "And There Was Light".

Su queste fondamenta soniche Dani Macchi e Luana Caraffa nei mesi successivi hanno costruito - in una prima fase con Alex Elena nel suo studio M-15 West a Los Angeles e poi tornati a Roma nel loro personale studio romano Foreverland - l?architettura musicale ed emozionale che rende 'And There Was Light' un disco onirico e senza tempo.

Il risultato è un album che è viaggio visio-noir senza soluzioni di continuità, più di un?ora di musica intensissima che gravita ubiquamente fra suggestioni alla Pink Floyd, allegorie alla Dylan, scariche elettriche alla White Stripes, visioni alla Dead Can Dance, rock?n?roll voodoo alla primi Stones, blues arcaico alla Robert Johnson, esoterismo cosmico allai Blue Oyster Cult, e romanticismo oscuro alla Arcade Fire. Ma il tutto caratterizzato dall?energia di quel Rock Noir, che da sempre è l?identità dei Belladonna, e dalla voce dolce e insieme graffiante di Luana Caraffa.

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