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Cinema: l''Africa ribelle' al Ca' Foscari Short Film Festival di Venezia (2)

Spettacolo

(Adnkronos) - Nel cortometraggio "Chaos", videocamere di sicurezza, video amatoriali e voci di uomini e donne ritraggono una Tunisia danneggiata, materialmente ed economicamente, ma comunque unita nell'abbattimento del regime di Ben Ali. L'idea del corto-documentario - spiega il regista Zekri Achref - e' partita proprio in seguito agli avvenimenti riguardanti le rivolte del 14 gennaio in Tunisia; il ragazzo era per strada a riprendere con la sua telecamera quello che stava accadendo al suo Paese.

Per la realizzazione del suo progetto, lo studente/regista si e' giovato dell'aiuto e della collaborazione del suo professore francese, Xavier Liebard. Il termine 'chaos', che diverra' il titolo del suo cortometraggio, e' il filo conduttore, l'elemento caratterizzante, delle rivolte in Tunisia. Difatti, a partire dalle riprese di un episodio di saccheggio in un supermercato, e via via in un crescendo di situazioni ed eventi, a regnare sovrano e' proprio il 'chaos'.

Le riprese sono state problematiche per diversi motivi: se da un lato, infatti, in Tunisia non c'e' l'assoluta liberta' di riprendere senza autorizzazioni, e' stata proprio la confusione, la mancanza di una polizia, che gli hanno permesso di filmare cio' che stava accadendo. Inoltre, Achref definisce il quartiere che ha fatto da sfondo alle riprese come 'bollente': se alcuni scendevano per strada per aiutare i manifestanti a continuare la rivoluzione, molti altri, invece, hanno tristemente approfittato della situazione per saccheggiare e 'far festa'. (segue)

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