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Industria: Basilicata e Puglia, ''pressing'' sul governo per polo salotto (2)

Economia

(Adnkronos) - Miracolo del boom economico degli anni '80 e '90 e definito il 'Nord-Est' del Mezzogiorno per i picchi di crescita costanti, il comparto ha iniziato a perdere colpi agli inizi del Duemila. Man mano che cresceva la nuova potenza mondiale, la Cina, le aziende pugliesi e lucane perdevano terreno. I competitors cinesi hanno iniziato a realizzare la manifattura del divano proprio dagli italiani che hanno esportato il know how con le prime e grandi fabbriche nel Paese orientale.

Quando la Cina ha avuto il boom, e' stato impossibile competere sul prezzo, nonostante il traino del ''made in Italy''. A catena e' seguito un altro sciame sismico. Il super-euro a lungo ha penalizzato le esportazioni nei Paesi del dollaro, un tempo mercati di riferimento (la Natuzzi, infatti, e' quotata alla Borsa di New York).

Adesso c'e' un riequilibrio. Le esportazioni sono tornate a crescere, secondo la Federlegno Arredo. Alla crisi si sono aggiunti limiti strutturali e la mancanza di una vera mentalita' di sistema. Cosi' centinaia di aziende hanno chiuso. Si tratta prevalentemente di piccoli salottifici che lavoravano in ''conto terzi'' ed e' iniziata l'emorragia di posti di lavoro che ha costretto anche il colosso-Natuzzi a mettere piu' di duemila lavoratori in cassa integrazione. I posti persi sono molti di piu': se nei tempi d'oro l'occupazione era stimata in 14.000 unita', oggi e' dimezzata, a voler fare delle stime prudenti. (segue)

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