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Caso Scazzi, interrogatori per Cosima e Sabrina: madre e figlia non rispondono

Cronaca

Taranto, 30 mag. (Adnkronos) - Si sono avvalse entrambe della facoltà di non rispondere Cosima Serrano e Sabrina Misseri davanti al gip del Tribunale di Taranto Martino Rosati che questa mattina si è recato nel carcere del capoluogo jonico per gli interrogatori di garanzia separati, insieme agli inquirenti della Procura della Repubblica e ai loro avvocati, dopo la nuova ordinanza notificata a madre e figlia giovedì scorso nell'ambito dell'inchiesta sul delitto della nipote 15enne Sarah Scazzi avvenuto il 26 agosto scorso ad Avetrana.

''Il motivo è semplice - spiega all'Adnkronos per la parte che lo riguarda Franco De Jaco, uno dei due legali di Cosima Serrano - abbiamo l'esigenza di approfondire, di ragionare sulle carte e su dati certi e obiettivi e non sulle ipotesi della Procura. In questo momento qualsiasi cosa Cosima possa dire, potrebbe essere usata contro di lei e quindi non vogliamo dare ulteriori elementi di vantaggio all'accusa''.

Potrebbe essere una scelta che prelude a indagini difensive?. ''Solo se lo riterremo necessario - conclude - ma secondo noi i motivi della sua innocenza sono già contenute nelle carte della Procura''. L'altro avvocato di Cosima, Luigi Rella ha preannunciato un ricorso al Tribunale del Riesame.

Motivazioni simili esprime, parlando con l'Adnkronos, l'avvocato Nicola Marseglia, uno dei legali di Sabrina. ''A parte alcuni accertamenti in corso - afferma - è imminente l'avviso di conclusione delle indagini preliminari, per cui quando saranno disponibili tutti gli atti, allora si potrà svolgere l'interrogatorio. Adesso non ha senso e non e' opportuno''. I legali vogliono aspettare anche l'8 o il 9 giugno quando nella stessa giornata sono previsti sia l'interrogatorio di Michele Misseri, nell'ambito di indagini difensive, da tempo richiesto dagli avvocati di Sabrina, Franco Coppi e lo stesso Marseglia, che la decisione del Tribunale del Riesame di Taranto al quale la Cassazione, dopo l'annullamento, ha rinviato una ordinanza con la quale si rigettava la richiesta di scarcerazione della ragazza.

La decisione di avvalersi della facoltà di non rispondere è stata suggerita alle due donne dai rispettivi legali. La conclusione delle indagini potrebbe giungere entro 20 giorni o al massimo un mese.

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