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Sanita': inchiesta in Piemonte, Camerlengo nega corruzione

Cronaca

Torino, 30 mag. (Adnkronos) - Nessuna convenienza finanziaria a partecipare al bando per l'acquisto di una ex area militare a Cavagnolo, che era da bonificare, al quale si sarebbe presentato solo perche' e' stata l'amministrazione a chiederglielo, e nessuna "mazzetta" a Vito Plastino per avere favori in Regione. Sono le spiegazioni date oggi alle al gip di Torino, Cristiano Trevisan, da Pierfrancesco Camerlengo, figlio del "re delle cliniche" torinesi, in carcere da venerdi' per corruzione e turbativa d'asta nell'inchiesta della Procura di Torino sulla sanita' piemontese.

Nell'inchiesta sono state arrestate sette persone, di cui due agli arresti domiciliari, e indagato l'assessore regionale alla Sanita', Caterina Ferrero. Secondo la ricostruzione della Procura il bando per l'acquisto del terreno dove sarebbe dovuta sorgere una clinica per anziani, era stato "cucito" ad hoc per la societa' di Camerlengo il quale "retribuiva regolarmente" attraverso un giro di fatture fittizie, Vito Plastino commissario dell'Asl To5 e membro della commissione di gara. (segue)

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