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Bersani: vittoria a valanga, ora Berlusconi lasci. Premier: sconfitti ma si va avanti

Politica

Roma, 30 mag. - (Adnkronos/Ign) - "Queste elezioni sono state una valanga, una vera e propria valanga". Pier Luigi Bersani esulta per il risultato delle amministrative che ha visto la vittoria dei candidati di centrosinistra. "Nelle grandi città 'pareggiamo' 4 a zero...", ironizza il segretario Pd riferendosi al pareggio di cui aveva parlato il Pdl al primo turno. E chiede le "dimissioni del governo".

"Mi appello a Berlusconi perché apra una riflessione e si assuma la responsabilità di non impedire l'avvio di una nuova fase politica". "Se Berlusconi - sottolinea Bersani - vuole bene al Paese non può far finta di niente". Certo, il segretario del Pd ritiene difficile che il Cavaliere possa fare un passo indietro: "Per come l'ho sentito in campagna elettorale ho poche speranze che lo faccia ma il messaggio di oggi è chiarissimo e non può essere aggirato. Mi aspetto una parola di comprensione su quello che sta accadendo". Quindi dà appuntamento in piazza a Roma fer festeggiare: "Ci vediamo alle 19 a piazza del Pantheon".

Il voto amministrativo è una "chiara richiesta di dimissioni del governo Berlusconi'' anche per Massimo D'Alema.

Di ''primavera'' parla il numero due del partito Enrico Letta. ''Oggi è cambiato il calendario - afferma -. Non è il 30 maggio. E' il primo giorno di primavera!".

E' ''un risultato oltre le più rosee aspettative'', dice dalla segreteria dei democratici Davide Zoggia sottolineando che ''il Pd e il centrosinistra si impongono in tutta Italia. Abbiamo vinto anche ad Arcore".

Della "fine di un incubo'' parla anche il leader di Sel Nichi Vendola che si unisce al coro di richiesta di ''elezioni anticipate". Per Vendola "è la fine di un ciclo di 15 anni, un ciclo che si chiude con una rivolta morale e culturale. E' l'Italia migliore che lancia un messaggio forte. Berlusconi non è riuscito a coprire tutto con la sua bolla mediatica. E' finita la pornografia al potere". "E' anche un messaggio per il centrosinistra. Quando si presenta con le oligarchie perde, quando si presenta con persone credibili scelte con le primarie allora vince".

Il centrodestra dal canto suo non nasconde la batosta. ''Non abbiamo vinto, ma andiamo avanti. Io sono un combattente, ogni volta che perdo triplico le forze'', ha affermato da Bucarest Silvio Berlusconi.

Mentre a Roma il coordinatore del Pdl Sandro Bondi ha presentato le dimissioni. "Valutati i risultati elettorali intendo rimettere il mio mandato di coordinatore nelle mani del presidente Berlusconi'', ha annunciato Bondi subito dopo i primi dati certi. ''Ritengo che da questo momento - spiega - il presidente Berlusconi debba ricevere non solo la più ampia fiducia e solidarietà ma soprattutto la assoluta e incondizionata libertà di decisione e di iniziativa per quanto riguarda il futuro del partito".

"Abbiamo perso" è il commento senza ombre del vicepresidente del Pdl a Montecitorio Maurizio Lupi. Ora bisogna "trarre indicazioni da questa sconfitta". "Sono convinto - afferma - che prima che di successioni a Berlusconi", questi risultati "chiedono un rafforzamento dell'azione di Governo. Se vogliamo arrivare al 2013, bisogna governare con forza".

Ma a chiarire che ''il governo va avanti'' è il ministro degli Esteri Franco Frattini. ''Del resto un'alternativa parlamentare neppure esiste: il Pd non ha certo vinto in queste amministrative che hanno visto in corsa, a Milano e Napoli, due candidati ben lontani dalla tradizione riformista e che hanno strapazzato già nelle primarie i suoi candidati''.

A mettere in chiaro che ''non siamo alla fine di Berlusconi o del berlusconismo né del governo'' è anche Fabrizio Cicchitto. ''Non c'è dubbio che dobbiamo fare una riflessione, la maggioranza, il governo, il Pdl'', ammette il capogruppo Pdl alla Camera. Ma deve riflettere anche l'Udc, è l'invito di Cicchitto, perché è ''evidente'' che nel centrosinistra ''c'è una deriva, un netto spostamento a sinistra'' e ''su questo l'Udc deve riflettere''.

Di segno opposto la lettura che del voto dà l'Udc. ''Il presidente del Consiglio ha trasformato le elezioni amministrative in un referendum sul suo governo ed è stato sonoramente bocciato dagli italiani, al primo e al secondo turno'', afferma il segretario Lorenzo Cesa che rilancia: "Se Berlusconi fa un passo indietro siamo disponibili al dialogo" per un eventuale nuovo governo di centrodestra.

Anche per Gianfranco Fini il berlusconismo è "di fatto archiviato" ora la sfida del Terzo polo è costruire "la casa comune dei moderati". Quanto al responso delle urne "da uomo di centrodestra sono tutt'altro che felice" del risultato elettorale "ma so di avere la coscienza a posto". Avevo "messo in guardia Berlusconi" dal rischio che la Lega assumesse il ruolo di azionista di maggioranza nell'alleanza e anche dal rischio che nel Pdl prevalessero gli interessi personali di tanti piccoli "rais". "Fui ripagato con l'espulsione", a questo punto il premier deve "prendersela solo con se stesso e con i suoi cattivi consiglieri".

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