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Unita' d'Italia: contributo artigiani liguri in volume 'Viva l'Italia'

Cronaca

Genova, 31 mag. - (Adnkronos) - C'e' Pietro Bordoni, il vetraio e orefice di Altare morto a Milano durante i moti del 1848, ci sono i cocchieri genovesi Agostino, Domenico e Stefano Castello che hanno partecipato ai moti mazziniani e alla spedizione dei Mille, il calzolaio genovese Giovanni Armanino, i barbieri genovesi Bartolomeo Benvenuto, Stefano Boasi, il carpentiere Ambrogio Boggiano e il sarto Giacomo Bonino. Sono alcuni dei cinquanta artigiani liguri patrioti le cui storie personali intrecciate con la politica degli anni del Risorgimento sono state riassunte e raccolte in "Viva l'Italia! Gli artigiani nel Risorgimento", volume pubblicato da Confartigianato imprese in occasione dei 150 anni dell'Unita' d'Italia.

Il libro (227 pagine), che celebra il contributo degli artigiani italiani alla costruzione dello stato unitario, e' stato presentato dai vertici nazionali di Confartigianato al Quirinale e consegnato a Donato Marra, segretario regionale della presidenza della Repubblica, e a Carlo Guelfi, direttore dell'Ufficio di segreteria del presidente. «Il 2 giugno -spiega Giancarlo Grasso, presidente di Confartigianato Liguria- consegneremo il volume ai prefetti e ai sindaci delle quattro province liguri. Questa pubblicazione testimonia l'impegno degli artigiani nella realizzazione del grande bisogno politico dell'unita' nazionale".

"Centocinquant'anni fa centinaia di artigiani hanno lasciato le proprie botteghe per dare il proprio contributo in prima linea alla creazione dell'Italia unita. Grazie a questo volume -sottolinea Grasso- molte storie di 'piccoli eroi' sono venute alla luce. Sarebbe interessante se i pronipoti degli artigiani-eroi liguri ci segnalassero altri particolari delle loro storie e se hanno ereditato il mestiere del proprio avo. Per dare la possibilita' di riconoscersi nelle storie degli artigiani citati nel libro, ne abbiamo pubblicato l'elenco completo sul sito www.confartigianatoliguria.it, a cui e' possibile inviare anche nuove segnalazioni».

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