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La Russa: "Necessario difendere il diritto dell'informazione"

Esteri

Roma, 31 mag. - (Adnkronos/Ign) - Dopo gli appelli, le parole di commozione e solidarietà dalle forze politiche e dai colleghi giornalisti per Syed Saleem Shahzad, trovato morto oggi in Pakistan. Condoglianze alla famiglia di Shahzad partono dal ministro della Difesa e coordinatore del Pdl, Ignazio La Russa. "La mia voce - dichiara La Russa- si unisce alla mobilitazione internazionale in difesa della libertà di espressione e della tutela del diritto di fornire informazioni e notizie, diritto che non può essere coartato in nessun modo e, men che meno, con i metodi barbari, incivili e violenti che nel caso specifico hanno causato la morte del giornalista. Rinnovo alla famiglia di Syed Saleem Shahzad le mie condoglianze - sostiene ancora La Russa- e estendo al direttore Giuseppe Marra e a tutta l'Adnkronos la mia vicinanza e la mia solidarietà".

Per Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, si tratta di "una notizia terribile". Che chiede alle autorità pakistane di "avviare un'indagine immediata indipendente per individuare e assicurare alla giustizia i responsabili, tanto gli esecutori di questo omicidio quanto gli eventuali mandanti" perché questo è "uno dei tanti casi in cui i giornalisti sono colpiti proprio e solo per ciò che fanno e che è oggetto delle loro inchieste".

Secondo Daniele Mastrogiacomo, giornalista di 'Repubblica' che nel 2007 ha vissuto il dramma della prigionia dei talebani, l'uccisione del giornalista di Aki, Syed Saleem Shahzad colpisce ancora di più per il luogo in cui è avvenuta. "Quando muore un giornalista è un grosso attentato alla libertà di stampa. Una ferita - afferma Mastrogiacomo all'Adnkronos - che non si rimargina mai. E quel che stupisce ancora di più è lo scenario in cui è avvenuta l'uccisione del collega: quella non è una zona di guerra, il che significa che qualcuno si può muovere liberamente, ed è libero di uccidere".

"Piangiamo sgomenti la morte di Syed Saleem Shahzad, collega e soprattutto giornalista serio e rigoroso, prima che coraggioso", dice all'Adnkronos il segretario della Fnsi, Franco Siddi. "Non credo che nessuno pensi di fare questa professione per essere un eroe - continua Siddi -. E credo che neanche Shahzad lo pensasse, ma lui è un eroe suo malgrado".

"Fino a poche ore fa - afferma ancora Siddi che aveva lanciato un appello per la liberazione di Shahzad, scomparso da domenica sera - pensavamo di essere riusciti a mettere in moto una rete di voci e di azioni da parte delle autorità a livello internazionale per salvargli la vita, e dare ulteriore forza alle voci della informazione che non si piega alle logiche del terrore". Ora "siamo davvero sgomenti", ripete.

L'uccisione di Shahzad è uno "shock", una "vera tragedia" per Ali Imran, coordinatore per il Pakistan della Safma, South Asia Free Media Association. Così come per tutti gli amici e colleghi giornalisti di Aki-Adnkronos International. ''E' un trauma, una notizia incredibile, un epilogo orrendo che proprio non ci aspettavamo'', dichiara, interrotto dal pianto, Zafar Sheikh, corrispondente da Islamabad di Saudi Tv. ''Fino all'ultimo speravamo in un epilogo diverso - dice ad Aki, raccontando i fatti delle ultime ore - ci arrivavano voci confortanti, in base alle quali il cadavere ritrovato non era il suo''.

"E' una tragedia terribile, una grave perdita", commenta Ahmed Rashid, giornalista e autore di numerosi libri su Afghanistan e Pakistan. "E' stato un grande giornalista d'inchiesta - afferma Rashid - purtroppo diversi giornalisti sono morti negli ultimi mesi (in Pakistan, ndr) senza che sia stata ancora accertata alcuna responsabilità".

Prima ancora si erano moltiplicati gli appelli con la speranza di una veloce risoluzione del caso. Il leader di Sel Nichi Vendola, augurandosi di avere notizie al più presto, aveva spiegato che "i giornalisti sono in prima linea nel mondo per la ricerca della verità, ed hanno già pagato un prezzo alto, specie nell'ultimo anno".

Per la deputata del Pdl e presidente del Comitato Schengen Margherita Boniver "occorre impegnarsi senza lasciare nulla di intentato perché Syed Saleem Shahzad possa tornare al più presto a svolgere il suo lavoro. La situazione in Pakistan come arcinoto è molto complessa e pericolosissima".

All'appello di Siddi si era unito anche Enzo Iacopino, Presidente dell'ordine nazionale dei giornalisti: "La libertà di stampa è uno dei pilastri della democrazia, ovunque nel mondo".

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