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Biennale: Baratta, sponsor privati ci sono ma non tutti sanno fare bene (2)

Cultura

(Adnkronos) - "Si dice tanto che lo Stato dovrebbe comportarsi di piu secondo criteri privatistici - sottolinea il Presidente della Biennale - In realta' poi occorre, al contrario, che i privati facciano scelte di carattere pubblicistico: insomma se il privato vuole fare lo sponsor, cosi come opera la direzione commerciale, le sponsorship saranno sempre stitiche. Importante invece e' avere la capacita', nell'ambito della tua missione d'impresa, di saper utilizzare anche nella comuncazione il tuo essere sponsor. Ma se manca la generosita' di partenza la sponsorship nasce rachitica''.

Se, al contrario, spiega ancora Baratta, ''c'e' l'atto di generosita' iniziale, la sponsorship e' trionfante anche dal punto di vista commerciale. Ci vuole un atto di fiducia nell'interesse generale: il privato che si fa per un istante pubblico e che poi gestisce gli effetti del gesto. Ma se manca lo slancio del gesto non si va molto oltre. Se poi c'e' l'ansia del ritorno e' finita''.

''I ritorni si misurano sugli eventi, non sulle sponsorship: quanti c'erano quella sera e' una domanda interessante ma non puo esaurire il problema della sponsorship. E poi qui, in Biennale, i numeri ci sono. Non e' certo un problema", conclude.

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