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Tavolino, tazzina di caffè e laptop: così l'ufficio trasloca dentro l'internet bar

Economia

Roma, 1 giu. (Adnkronos/Labitalia) - La prima idea venne a Edward Lloyd nel 1688: apri' un modesto negozio di caffe' a Londra, che ben presto, pero', divenne noto non solo per la deliziosa bevanda. Grazie alla posizione strategica, il locale venne, infatti, ben presto frequentato da un gran numero di commercianti, armatori e broker di assicurazione e la caffetteria si trasformo' presto in un luogo di lavoro, ideale per stipulare l'assicurazione marittima. E da quel locale sono nati i Lloyd's di Londra.

Insomma, lavorare al bar e' una storia che viene da lontano, e, oggi piu' che mai, con la crisi economica che ha fatto tagliare costi e chiudere sedi, l''ufficio' puo' essere rappresentato da un tavolo, una tazzina di caffe' e la connessione wi-fi gratuita.

Gli internet bar, soprattutto in Inghilterra e negli Stati Uniti, sono le sedi di lavoro non formali di un moderno esercito di lavoratori autonomi. Secondo il quotidiano britannico 'The Indipendent', oggi ci sono circa 10.000 negozi di caffe' nel Regno Unito, in un mercato che vale 5 miliardi di sterline, e il loro numero e' in crescita.

Alcune grandi catene come Starbucks o Costa incoraggiano il lavoro all'internet bar, considerando positivamente l'aumento delle consumazioni e la fidelizzazione dei clienti. Lungi dallo scoraggiare le persone che monopolizzano i tavolini per lunghi tratti della giornata, alcuni negozi di caffe', le mettono in condizioni di lavorare al meglio, offrendo punti di presa per laptop e dispositivi palmari. Ma non mancano neanche grandi tavoli per eventuali riunioni o settori del locale attrezzati per colloqui e pranzi di lavoro.

Per essere un efficace ambiente di lavoro, pero', dicono gli esperti, l'internet cafe' deve avere certe caratteristiche, a partire dal fatto di non essere ne' troppo rumoroso (poco professionale) ne' troppo tranquillo (puo' mettere in imbarazzo soggetti sensibili).

In Italia il fenomeno dell'ufficio al bar non e' ancora molto diffuso anche se qualcosa di sta muovendo, soprattutto nelle grandi citta'. "Da noi intanto -spiega a LABITALIA Tullio Galli, direttore della Fiepet-Confesercenti- c'e' un limite posto dalla dimensione dei bar: in media questi locali in Italia sono ampi 70-80 mq e per realizzare le postazioni internet o installare il wi-fi destinato a molte persone ci vuole piu' spazio".

Attualmente, spiega Galli "solo il 10% circa dei bar mette a disposizione dei propri clienti una connessione internet". In Italia, ricorda il direttore della Fiepet "ci sono oltre 240.000 esercizi pubblici (compresi i ristoranti): tra questi oltre 130.000 sono bar che danno da lavorare a circa 390.000 persone"

Dunque, un potenziale enorme a disposizione dei lavoratori autonomi. "Ci sono stati problemi burocratici che hanno ritardato la diffusione di Internet nei locali pubblici -spiega Galli- ma ora sono superati e per noi tutto quello che porta lavoro ed economia all'interno di un esercizio -conclude- e' benvoluto"

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