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Unita' d'Italia: Confartigianato Firenze presenta il libro ''Viva l'Italia'' (2)

Cronaca

(Adnkronos) - ''Un senso di appartenenza cosi' forte e radicato - prosegue Scatizzi - avrebbe potuto portarci a ripercorrere quanto fatto dagli artigiani nell'Italia gia' unita, contribuendo alla crescita del paese. Ma ci e' sembrato piu' giusto, e anche piu' inconsueto, ricordare quanto fatto nell'Ottocento per fare l'Italia unita''. Grande il contributo offerto dal 1815 al 1870 dai 44 patrioti artigiani toscani, provenienti da quasi tutte le odierne province.

Il cuore del patriottismo artigiano si centro' pero' a Livorno, che offri' al paese l'apporto di 22 patrioti, seguita da Firenze (8), Pisa (5), Siena (4), Arezzo (2), Grosseto (1), Lucca (1) e Pistoia (1). Si tratta di falegnami, scalpellini, bottai, fornai, calzolai, tipografi, parrucchieri, corallai, intagliatori, cordai, meccanici, barcaioli, barbieri, legatori, muratori, sarte, carrai, tintori ed inventori.

Tra di essi, in epoca di forte sottovalutazione del ruolo femminile, anche tre donne: la marchesa e ''sartina'' fiorentina Teresa Bartolomei (insieme ad altre donne, cuci' coccarde tricolore e le due enormi bandiere che guidarono la ''pacifica rivoluzione'' del 27 aprile 1859, finendo issate su Palazzo Vecchio); la fornaia fiorentina Rosa Martinelli Braccini (intorno al 1859 la sua casa fu un importante centro logistico per i cospiratori del Granducato, dispensando carte, denaro e istruzioni) e la sarta livornese Gesualda Malenchini (nel 1848 capeggio' la squadra di donne incaricate di cucire e distribuire bandiere e coccarde tricolori. Si attivo' inoltre con una raccolta di fondi per Venezia assediata). (segue)

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