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Scommesse nel calcio, 16 arresti: falsate partite di serie B e Lega Pro Coinvolto l'ex bomber Signori

Cronaca

Cremona, 1 giu. (Adnkronos/Ign) - Mondo del calcio sotto inchiesta per un giro di scommesse. Sedici arresti sono stati eseguiti dalla polizia nel corso di un'indagine nei confronti di un'organizzazione che avrebbe condizionato il risultato di alcune partite di calcio serie 'B' e di 'Lega Pro'. Nel mirino calciatori ed ex calciatori: per loro l'accusa è di associazione a delinquere, truffa ed estorsione. Coinvolto anche l'ex attaccante della Lazio e della Nazionale Beppe Signori che, come si apprende dalla polizia, è ai domiciliari.

L'ex bomber biancoceleste e del Bologna era considerato il referente di un gruppo di personaggi bolognesi bene inseriti nel mondo del calcio, che proprio grazie al suo nome manipolavano le partite. Il calciatore, arrivato in treno alla stazione intorno alle 11, è stato poi accompagnato in Questura a Bologna.

In Giacca blu, jeans, occhiali da sole e con un piccolo trolley, Signori è stato accompagnato da due agenti in borghese della Squadra Mobile che lo hanno scortato negli uffici di piazza Galileo. Poco prima delle 13 è uscito dalla Questura. E' stato quindi accompagnato a casa dagli agenti a bordo di un'utilitaria blu.

Oltre ai 16 arrestati, ci sono anche 28 indagati in stato di libertà sempre per associazione a delinquere finalizzata alla truffa e alla frode sportiva. Lo si apprende dagli investigatori, secondo i quali su determinate partite sarebbero state scommesse considerevoli somme di denaro in seguito alla presunta pianificazione degli incontri.

Sono 18 le partite nel mirino della Procura di Milano che riguardano la Lega Pro, la serie B e anche la A. Tra queste, come ha spiegato il procuratore capo di Cremona, Roberto Di Martino, anche alcuni incontri che riguardarebbero le neo promosse in serie A Atalanta e Siena e l'incontro Inter-Lecce del 20 marzo scorso, sul quale gli scommettitori hanno puntato in maniera consistente sul numero di gol, finita in realtà uno a zero per i nerazzurri.

Nell'inchiesta che ha portato all'arresto di 7 persone e altre 8 poste ai domiciliari è coinvolto anche un ex giocatore straniero tuttora latitante.

In pratica, come ha spiegato Di Martino, non si tratta di scommesse clandestine ma di puntate regolari su incontri per i quali, gli scommettitori, potevano contare sulla complicità di alcuni giocatori e anche dirigenti. In pratica venivano pilotate le scommesse. ''C'era un vero e proprio tariffario - ha spiegato il procuratore capo di Cremona - una partita di serie A costava x e una partita di serie B y e alcuni giocatori venivano coinvolti anche per pochi soldi, 20-30 mila euro''.

Sequestrata anche una nutrita documentazione che prova le puntate in oggetto e assegni in bianco dati in garanzia. E qualcuno, come è stato accertato, ha disposto la cessione di un quinto del proprio stipendio per rientrare dai debiti contratti con gli scommettitori.

L'inchiesta parte dall'incontro Cremonese-Paganese, terminato a 2 a zero del 14 novembre scorso, quando al termine della partita alcuni giocatori della Cremonese si sono sentiti male e un giocatore in particolare, Gervasoni, è stato vittima di un incidente stradale. Questo, come ha spiegato il procuratore capo, ha portato la Cremonese a sporgere una denuncia contro ignoti perché è stato accertato che durante l'incontro a cinque giocatori è stata somministrata dell'acqua contenente un ansiolitico.

Dopo la denuncia sono scattate le prime indagini e sono state disposte delle intercettazioni in considerazioni del fatto che l'ex portiere della Cremonese, Marco Paoloni, era già stato al centro di vicende poco chiare legate al calcio scommesse.

Alla luce delle notizie, il presidente della Lega Pro, Mario Macalli, ha dato mandato ai propri legali di costituirsi parte civile nei confronti di tutti i responsabili per il danno di immagine subi'to e a tutela della regolarità dei campionati.

Nell'ambito dell'operazione, la squadra mobile di Ascoli Piceno ha arrestato anche due giocatori dell'Ascoli Calcio e un ex calciatore, attualmente collaboratore del Viareggio. Si tratta del difensore Vittorio Micolucci e del centrocampista Vincenzo Sommese, entrambi dell'Ascoli, e di Gianfranco Parlato, ex giocatore di serie B e C e attualmente collaboratore del Viareggio Calcio.

La polizia di Cremona, coordinata dal Servizio Centrale Operativo (Sco), in stretta collaborazione con le Questure di Bari, Como, Bologna, Rimini, Pescara, Ancona, Ascoli Piceno, Ravenna, Benevento, Roma, Torino, Napoli e Ferrara, ha eseguito le sedici misure cautelari a conclusione di un'articolata attività investigativa sul fenomeno del calcio-scommesse che negli ultimi mesi avrebbero fortemente condizionato il risultato di alcuni incontri dei campionati nazionali di serie 'B' e di 'Lega Pro'.

Le indagini hanno scoperto un contesto ampio collegato ad alcuni soggetti gravitanti nel mondo del calcio che, secondo gli investigatori, in ragione di conoscenze e di contatti diretti e indiretti, erano in grado di condizionare i risultati di alcuni incontri per poi effettuare puntate di consistenti somme di denaro attraverso i circuiti legali delle scommesse sia in Italia che all'estero.

"Sono esterrefatto, spero che Beppe Signori dimostri la sua innocenza". Queste le parole di Felice Pulici ai microfoni di Radio Mana' Mana' sullo scandalo che ha coinvolto anche l'ex attaccante della Lazio. "Conoscendo la persona mi stupisce che sia coinvolto in una situazione così particolare. Mi auguro - conclude l'ex portiere biancoceleste - che lui possa dimostrare la sua estraneità''.

Parla anche l'ex ct dell'Italia, Marcello Lippi, raggiunto telefonicamente dall'ADNKRONOS: "Non posso fare commenti perché non conosco i fatti, ma è senza dubbio un vero peccato. Certamente sono enormemente dispiaciuto per quanto sta accadendo".

"Questo scandalo scommesse è vergognoso. Sono cose che infangano il mondo del calcio che è un mondo pulito e vanno perseguite senza sconti a nessuno". Il sottosegretario allo Sport Rocco Crimi commenta con parole dure, all'ADNKRONOS, lo scandalo. "Bisogna andare fino in fondo, senza sconti per nessuno, sono cose che non devono succedere".

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