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Ior, Procura Roma dispone dissequestro 23 milioni di euro

Cronaca

Roma, 1 giu. - (Adnkronos) - La Procura della Repubblica di Roma ha dissequestrato i 23 mln di euro di proprietà dello Ior che erano stati bloccati il 17 settembre dello scorso anno presso la Banca di Credito Artigiano (20 mln di euro) e la Banca del Fucino (3 mln di euro) nell'ambito di un'indagine antiriciclaggio che vede indagati il presidente dello Ior Ettore Gotti Tedeschi e il direttore generale Paolo Cipriani.

A disporre il dissequestro sono stati il procuratore aggiunto Nello Rossi e il pubblico ministero Stefano Fava su richiesta dei difensori dei due indagati. Il dissequestro è stato disposto perché tra il 19 dicembre dello scorso anno e il 20 maggio scorso ''si sono verificati rilevanti mutamenti sul piano normativo ed istituzionale che hanno ridisegnato il contesto entro cui occorre valutare la permanenza o meno delle ragioni che determinarono il sequestro della somma di denaro''.

Il provvedimento della Procura di Roma si rifà alla nuova normativa che il 30 dicembre scorso è stata emanata dal Vaticano ''in materia di prevenzione e di contrasto al riciclaggio di proventi di attività criminosa e del finanziamento del terrorismo'' e alla lettera apostolica in forma di ''motu proprio'' del pontefice per ''la prevenzione e il contrasto delle attività illegali in campo finanziario e monetario''. Lettera apostolica che ha anche istituito l'Autorità di informazione finanziaria (Aif), che collabora con l'italiano Ufficio informazione finanziaria (Uif) il quale svolge analoghe attività di controllo rispetto a quelle dell'Aif. Alla luce di questa normativa e delle sue innovazioni, si legge nel provvedimento della Procura di Roma, ''si può ritenere che nello stato straniero sia stato instaurato, in ordine all'operatività dello Ior nei suoi rapporti con istituti bancari italiani e ai controlli sulle attività di tale istituto, un regime giuridico improntato a criteri e regole tali da scongiurare il ripetersi in futuro dei comportamenti dei dirigenti dello Ior omissivi e ostativi all'adempimento degli obblighi di adeguata verifica rafforzata che furono tenuti in occasione dell'operazione di trasferimento fondi avvenuti il 6 settembre del 2010''.

Disponendo il dissequestro dei 23 mln di euro la Procura della Repubblica sottolinea nel provvedimento: ''Resta fermo che la revoca del sequestro ha come effetto di ricollocare i fondi dissequestrati nell'identica situazione nella quale si trovavano prima delle disposizioni impartite dallo Ior il 6 settembre 2010 alla Banca Credito Artigiano di eseguire i due bonifici. In particolare quello di 3 mln verso la Banca del Fucino e il secondo di 20 mln presso la Jp Morgan Frankfurt''. Disposizioni che ''per le modalità con cui sono state impartite e per le omissioni informative che le caratterizzavano sono state ritenute riconducibili alla fattispecie di cui ai commi 2-3 dell'articolo 55 del decreto legislativo numero 231 del 2007 e non hanno avuto effettivo seguito per effetto del sequestro preventivo''.

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