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Energia: 2.500 firme per riconversione a carbone centrale Enel di Porto Tolle

Economia

Porto Tolle (Ro), 1 giu. - (Adnkronos) - Cercano un lavoro stabile: sono polesani e veneti, romeni ed extracomunitari, soprattutto albanesi e cittadini della ex Jugoslavia, che si sono sposati con italiani e vivono in provincia di Rovigo da qualche anno. Firmano la petizione dei lavoratori della centrale Enel perche' sperano di trovare a Porto Tolle la stabilita' che ancora non hanno.

I banchetti di raccolta firme della petizione "Sostieni il lavoro in Polesine" hanno raccolto oggi 420 sottoscrizioni, ad Adria (216) e a Porto Viro (204). Con i moduli compilati nei giorni scorsi, e' vicino il traguardo delle 2.500 firme. Anche il sindaco di Adria, Massimo Barbujani, rieletto lunedi' scorso, ha sottoscritto la petizione del Comitato Lavoratori, svolta in collaborazione con le organizzazioni sindacali Filctem-Cgil, Flaei-Cisl e Uilcem-Uil.

"Al banchetto di raccolta firme - raccontano Leonardo Zago e Giovanni Girello del Comitato Lavoratori - raccogliamo anche le storie di chi e' senza lavoro o e' precario e ha la speranza di trovare un posto stabile con la riconversione. Capita di parlare con romeni, albanesi e molti polesani. Per esempio, una signora di Porto Tolle: dopo la separazione dal marito s'e' trasferita ad Adria, ci ha raccontato, ma adesso vuole tornare a Porto Tolle se faranno la riconversione. Per trovare lavoro nell'indotto della centrale, in mensa o nelle imprese di pulizie".

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