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Libia, esplosione davanti hotel Bengasi. Nato prolunga missione di 90 giorni

Esteri

Tripoli, 1 giu. - (Adnkronos/Aki) - Una forte esplosione è avvenutadavanti all'albergo Tibesti, a Bengasi, la roccaforte degli insorti nella Libia orientale. Lo ha riferito 'al-Jazeera'. Secondo 'al-Arabiya' la deflagrazione potrebbe essere stata causata da un'autobomba.

Secondo 'al-Jazeera', l'esplosione non ha provocato danni alla struttura dell'albergo essendo avvenuta in un parcheggio che dista circa 50 metri dall'ingresso dell'hotel. La tv del Qatar ha quindi mostrato le immagini di due vetture incendiate, mentre non si hanno per il momento notizie di vittime provocate dall'esplosione.

Intanto la missione Nato in Libia sarà prolungata di altri 90 giorni. E' quanto ha confermato il segretario generale dell'Alleanza Atlantica Anders Fogh Rasmussen. "La Nato e i suoi partner hanno appena deciso di estendere la nostra missione in Libia di altri 90 giorni", ha annunciato Rasmussen da Bruxelles. La decisione presa "manda un messaggio chiaro al regime di Gheddafi: siamo determinati a continuare le nostre operazioni per proteggere la popolazione libica" in linea con il mandato Onu, per questo "manterremo la pressione", ha avvertito il segretario dell'Alleanza. La proroga della missione a Tripoli invia anche un "messaggio chiaro al popolo libico: la Nato, i nostri partner, l'intera comunita' internazionale, stanno con voi", ha aggiunto Rasmussen, mostrandosi fiducioso che "si sta avvicinando sempre di piu'" il giorno in cui i libici potranno finalmente "decidere del proprio futuro".

L'ormai ex minsitro del Petrolio libico, Shukri Ghanem, ha defezionato e si è unito agli insorti che combattono il regime del colonnello Muammar Gheddafi. Lo ha annunciato lo stesso Ghanem nel corso di una conferenza stampa a Roma, durante la quale ha dichiarato di voler lavorare per portare la democrazia nel suo paese, precisando che la situazione in Libia non è più sostenibile. Martedì avevano annunciato di aver defezionato altri otto alti esponenti dell'esercito libico, tra cui cinque generali. Uno dei disertori aveva riferito che già 120 ufficiali, per contrasti con Gheddafi, hanno lasciato l'incarico che ricoprivano nell'esercito di Tripoli.

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