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I vescovi: subito un piano contro la povertà "In Italia la crisi economica è drammatica"

Cronaca

Città del Vaticano, 2 Giu. (Adnkronos/Ign) - Un forte allarme per la crescita della disoccupazione e della povertà nel nostro Paese arriva dalla Cei che lancia un appello affinché venga lanciato un piano nazionale contro la povertà, allo stesso tempo la Chiesa sottolinea l'importanza di agire in tempi brevi in quanto i segnali del disagio sociale sono crescenti e drammatici.

Nei giorni scorsi infatti si è svolta La Consulta nazionale ecclesiale degli organismi socio-assistenziali, guidata da mons. Giuseppe Merisi, che si è riunita a Roma. Il sito web della Cei spiega oggi le valutazioni della Chiesa italiana emerse nel dibattito svoltosi a Roma.

La Cei rileva come in Italia ''cresce la vulnerabilità delle famiglie e delle persone - persi quasi 900 mila posti a tempo pieno, le donne le più escluse dal mercato del lavoro, molti anziani con gravi limitazioni non sono aiutati'', in questo contesto ''la Consulta ecclesiale nazionale degli organismi socio-assistenziali chiede un piano nazionale di lotta alla povertà'', mentre monsignor Merisi rilancia ''l'impegno dei cristiani, gia' attivi in oltre 14 mila opere socio sanitarie e assistenziali, per la costruzione di un sistema di protezione sociale sussidiario e solidale''.

Mons. Vittorio Nozza, direttore di Caritas Italiana, che ha introdotto l'incontro della Consulta ''ha ricordato gli effetti delle crisi economica sul nostro paese, anche a partire dai dati del Rapporto annuale Istat, presentato il 23 maggio''. ''In quell'occasione - ha spiegato monsignor Nozza - il sistema Italia è stato fotografato 'vulnerabile, più vulnerabile di qualche anno fa: è evidente che per fronteggiare le recenti difficoltà l'economia e la società italiana hanno eroso molte delle riserve disponibili, le famiglie hanno ridotto drasticamente il tasso di risparmio per sostenere il loro tenore di vita; i vincoli di finanza pubblica rendono minimi gli spazi di manovra della politica fiscale; l'economia nazionale mostra evidenti difficoltà nella fase di ripresa, meno sostenuta di quella di paesi a noi vicini come Francia e Germania''.

Quindi il direttore di Caritas Italiana ha spiegato che sono stati persi quasi 900 mila unita' di lavoro a tempo pieno, è aumentata l'area dell'inattività, l'occupazione cresce prevalentemente nei servizi a più basso contenuto professionale, si riduce il numero delle posizioni più qualificate, il capitale umano è sottoutilizzato: guadagni più bassi, minori prospettive di sviluppo. Ancora, secondo l'analisi del direttore generale della Caritas, ''è emerso poi che una quota sempre più alta di giovani scivola, non solo nel Mezzogiorno, verso l'inattivita' prolungata, vissuta il più delle volte nella famiglia di origine'' Infine, si legge nella comunicazione del sito della Cei, ''oltre il 40% dei giovani stranieri abbandona prematuramente la scuola, alimentando un'area di emarginazione i cui costi non tarderanno a diventare evidenti.

E se le donne vivono una inaccettabile esclusione dal mercato del lavoro, gli anziani sono investiti da una vulnerabilità crescente: povertà e deprivazione riguardano spesso le famiglie di ultrasessantacinquenni; molti, affettida gravi limitazioni, non sono aiutati né da reti informali, né dai servizi a pagamento, né dalle strutture pubbliche''.

Sotto questo profilo si sottolinea la necessità di agire in tempi brevi per far fronte a una situazione che potrebbe ulteriormente peggiorare.

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