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Maturità, prof svela trucchi per la versione di latino

Cronaca

Roma, 2 giu. - (Adnkronos) - Analizzare il testo in modo scientifico e comprenderne la logica. Dedicare attenzione al titolo. Inutile arrivare alla fine della versione, meglio leggere fino al primo punto. Poi analizzare il periodo seguendo diversi step: individuare verbo, soggetto e l'elemento su cui ricade l'azione. Dividere le frasi con segni a matita. Guai a chi apre il vocabolario in questa prima fase. Importante è anche non sbagliare quando si rilegge il testo tradotto, mai adattarlo a modo proprio, inserendo parole o congiunzioni che non ci sono. E soprattutto, per chi punta a un voto alto, migliorare l'italiano scegliendo termini eleganti. A svelare all'Adnkronos tutti i trucchi per affrontare e superare la prova scritta di latino all'esame di maturità del liceo classico è il professor Franz Ciminieri, che insegna Latino e Greco al liceo Tasso di Roma. ''Io seguo il sistema di traduzione del professor Stupazzini, che è simile a come viene impostata la traduzione al gymnasium tedesco - spiega - La prima regola è comprendere bene la logica del testo. Accade spesso che i ragazzi che frequentano il liceo Classico abbiano un voto molto positivo all'orale, conoscano bene le declinazioni e le coniugazioni dei verbi, ma non riescano a centrare la logica dell'autore che ha scritto il testo''. ''Il primo passo - sottolinea il professore - è leggere molto attentamente il titolo e cercare di ricavare dal titolo, se non è troppo anonimo, più nozioni possibili sul testo. A volte ci sono titoli che spiegano benissimo i testi''.

Contrariamente a quanto consigliano alcuni docenti, secondo il professor Ciminieri ''è inutile leggere l'intero testo in latino, è meglio limitarsi a leggere il primo periodo fino al punto''. ''Dopo la lettura - aggiunge - bisogna procedere con ordine: per prima cosa sottolineare i verbi e vedere quali sono fraseolgici o servili, per cui non formano una frase a sé. Dal numero dei verbi si capisce quante sono le frasi e quindi si può procedere a mettere delle barre a matita sul testo per separarle''. ''In questo - aggiunge - sono fondamentali le congiunzioni perché le coordinanti indicano che la frase successiva è uguale alla precendente e quelle subordinanti che la frase successiva è una secondaria''.

''Successivamente - prosegue il professore - all'interno di ogni frase, partendo dal verbo, va individuato il soggetto che compie l'azione e l'argomento del verbo, non semplicemente il complemento oggetto. A volte infatti l'argomento non è il complemento oggetto. Per esempio se dico 'mi fido di lui' quel 'di lui' non è complemento oggetto, ma l'elemento su cui ricade l'azione del verbo. A volte il ragazzo non trova il complemento oggetto e non capendo entra in crisi. Nel tradurre il soggetto, poi bisogna tradurre tutte le parole che a esso si riferiscono''.

Vietatissimo aprire il vocabolario finché non si è analizzato il periodo. ''Bisogna capire la logica - ripete il professore - poi si traduce. C'è chi traduce una parola dietro l'altra, sbagliatissimo''. E tra gli errori più comuni, spiega Ciminieri, ''la cosa peggiore che fanno gli studenti quando non dividono le frasi, è quella di tradurre ad esempio un complemento di termine nella frase successiva rispetto a quella in cui invece si trova''. ''Tradurre un qualsiasi elemento in un'altra frase - sottolinea - sconvolge tutto il periodo, così il ragazzo non capisce e deve ricominciare da capo''. Dopo aver seguito lo stesso metodo per tradurre tutta la versione, gli studenti dovranno ricontrollare con attenzione ''i tempi e i modi dei verbi, verificare che l'analisi sia stata fatta bene e infine migliorare anche l'italiano''. ''Migliorare l'eleganza del testo è importante soprattutto per gli studenti che puntano a risultati brillanti che chiaramente non possono puntare a un italiano scadente'', sottolinea il professore.

In questa fase finale è importante non aggiungere errori. Per esempio, chiarisce il professore, ''mai adattare di testa propria il testo italiano dove non scorre'', magari aggiungeno una parola o una congiunzione. ''Se la versione non fila bisogna rifare l'analisi daccapo e vanno riviste le parole italiane - suggerisce - E' possibile che si siano scelti termini non adeguati''. Un ultimo consiglio: ''I testi di qualunque lingua mutano a seconda del periodo storico - spiega - quindi bisogna cercare di capire di che periodo è. Su un buon vocabolario sono indicate delle traduzioni che variano a seconda dei periodi. Magari lo studente ha tradotto secondo il latino classico e invece il testo è dell'ultimo periodo della storia di Roma''. ''Capitò a molti miei compagni all'esame di maturità - racconta - allora uscì il Satyricon di Petronio, un testo di età avanzata e molti sbagliarono la versione inserendo termini classici''. Inutile anche fare il toto-autori. ''In genere ai ragazzi - dice il Ciminieri - fanno paura Seneca e Tacito e sperano che esca Cicerone, ma qualunque sia l'autore l'importante è capire il metodo, analizzare il testo in maniere scientifica, perché il latino è logica. In genere infatti chi va male in latino, va male anche in matematica. Inoltre c'è una bella differenza tra un testo dell'epistolario di Cicerone e le sue opere filosofiche''.

Seguire questo metodo di traduzione non serve solo a fare una buona versione e quindi a superare l'esame di maturità, ma è molto utile anche per entrare nel mondo del lavoro. ''Se ha un senso oggi studiare il latino - sottolinea il professore - è quello di imparare la logica matematica, se non si applica la logica allora è meglio studiare un'altra lingua, per esempio lo spagnolo. Se non si impara la logica non si fa il salto di qualità. Molte multinazionali americane scelgono alunni con la preparazione classica che possono avere un'apertura mentale superiore agli altri''. Per concludere il professore lancia un appello. ''Ho visto negli ultimi giorni che i mass media invitavano i ragazzi a cercare di capire le debolezze caratteriali dei professori commissari d'esame. Questo non è educativo. E' meglio non saper tradurre la versione che abituare i ragazzi al raggiro''.

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