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Omicidio Scazzi: da protagonista a comprimario, le contraddizioni di 'zio Michele'/Il punto

Cronaca

Taranto, 2 giu. - (Adnkronos) - Ormai il gip del Tribunale di Taranto, Martino Rosati, considera il suo ruolo ''di secondo piano'' e soprattutto le sue dichiarazioni ''decisamente marginali'' ma non si contano le versioni che dell'omicidio di Sarah Scazzi ha fornito Michele Misseri, lo zio della vittima. Sono tre quelle fondamentali (da solo, con la complicita' della figlia, Sabrina unica responsabile) che diventano otto se si scende nei particolari.

L'uomo e' stato scarcerato lunedi' sera dopo sette mesi di detenzione perche', pur rimanendo formalmente indagato per omicidio, gli inquirenti ritengono che il 26 agosto si occupo' soltanto di far sparire il cadavere della 15enne di Avetrana che, secondo la Procura e lo stesso gip, venne uccisa all'interno della casa di via Deledda, dalla cugina Sabrina Misseri, figlia di Michele, con il concorso della madre Cosima Serrano, moglie dell'uomo, entrambe detenute.

Nella prima confessione che permise di trovare il corpo della ragazzina nella notte tra il 6 e il 7 ottobre del 2010, a 41 giorni dalla sua scomparsa, Misseri disse di aver ucciso Sarah mentre erano da soli nel garage e spiego' di averlo fatto a causa di una avance sessuale rifiutata dalla 15enne. (segue)

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