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Trent'anni fa moriva Rino Gaetano, ancora oggi icona dei giovani

Spettacolo

Roma, 2 giu. - (Adnkronos) - Un geniale e libero menestrello che cantava tutto ciò che sentiva, con il talento speciale di saper rappresentare con ironia e lucidità il disagio e la voglia di rivoluzione di intere generazioni. Esattamente trent'anni fa moriva a Roma, in un tragico incidente stradale a bordo della sua Volvo 343 grigio metallizzato, in una circostanza incredibilmente simile a quella narrata in uno dei suoi primi testi, 'La ballata di Renzo', il grande Rino Gaetano.

Classe 1950, calabrese purosangue, Gaetano nacque a Crotone ma si trasferì a Roma a soli dieci anni per il lavoro del padre, e lì trascorse il resto della sua vita. Da sempre con la musica nel sangue, dopo le prime esibizioni al celebre locale trasteverino Folkstudio, fa il debutto discografico nel 1973 con lo pseudonimo di Kammamuri's, pubblicando per la It il 45 giri 'I Love You Marianna' (sul lato B 'Jaqueline'), prodotto, tra gli altri, da Antonello Venditti.

Nel 1974 pubblica il suo primo album, 'Ingresso libero', che pur non ottienendo particolari riscontri di pubblico né di critica, mostra già lo stile estroso, provocatorio e innovativo che avrebbe caratterizzato tutta la sua carriera.

Malinconico, ironico ed irriverente: in tutte le sue canzoni, negli arrangiamenti e soprattutto nei testi ancora si ritrova tutta la poetica 'contro il sistema' che fece di Rino Gaetano un'icona allora e per i giovani che ancora oggi lo conoscono, lo amano e lo citano.

Il successo per il cantautore calabrese arriva nel 1975 con il 45 giri 'Ma il cielo è sempre piu' blu'. Al 1978 risale la sua prima partecipazione al Festival di Sanremo con la canzone 'Gianna', con la quale si piazza al terzo posto, alle spalle dei Matia Bazar e di Anna Oxa. Nonostante in un primo momento non avesse voluto questo brano, da lui giuduicato troppo commerciale, grazie anche al trampolino di Sanremo 'Gianna' ottiene un grande successo e rimane per quattro mesi in classifica, vendendo oltre 600 mila copie.

Oltre all'esperienza come cantante, di Gaetano, artista eclettico e poliedrico come pochi, si ricorda anche la partecipazione al programma radiofonico 'Canzoni d'autore' e nel 1981 l'esperienza recitativa nel 'Pinocchio' di Carmelo Bene a Roma nel ruolo della volpe.

Il fatto che la memoria dell'artista crotonese sia ancora viva è testimoniato dal fatto che oggi, in diverse città italiane, sono numerosi i tributi che gli verranno dedicati. A partire proprio dalla Sanremo che lo ha visto cantare 'Gianna' con ukulele e cilindro che lo celebrerà stasera alle 21.30 in Piazza S. Siro fino a Roma, dove in piazza Sempione, a pochi passi da dove abitava, si terrà l'evento-tributo principale.

La kermesse, organizzata dalla sorella Anna Gaetano in collaborazione con il Comune di Roma e il IV Municipio, si intitola come il brano forse di maggior successo di Rino Gaetano, 'Ma il cielo è sempre più blu', e vedrà artisti e band a ricordarlo ancora una volta ricantando i suoi brani più o meno noti. Tra gli artisti sul palco i suoi conterranei Sergio Cammariere e Peppe Voltarelli, e ancora i Tetes de Bois, Roberta Carrieri, Ernesto Bassignano, Andrea Rivera e molti altri. Protagonista assoluta del tributo sarà la 'Rino Gaetano Band', la cover band ufficiale composta, fra gli altri, da suo nipote Alessandro Gaetano e da Marco Morandi, figlio di Gianni Morandi.

Una serata tutta in suo onore che avrà un'appendice istituzionale il prossimo 7 giugno alle ore 19, quando il Sovrintendente ai Beni Culturali di Roma Capitale, Umberto Broccoli, apporrà una targa davanti al seminterrato di via Nomentana Nuova numero 53: il luogo dove Rino Gaetano è vissuto fin dall'età di dieci anni, quando si trasferì da Crotone a Roma con tutta la famiglia.

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Commenti all'articolo

  • wicio

    02 Giugno 2011 - 21:09

    è impressionante come Gaetano abbia precorso i tempi, a distanza di trentanni la sua arte si è confermata di grandissima qualità e di interesse sociale, ascoltando la sua discografia credo che tutti i suoi testi siano meritevoli di uno studio scolastico, difatti i testi delle sue canzoni parlano ancora oggi di questioni di fondamentale importanza per questa nostra 'malata' società 'civile, è desolante anche constatare che il panorama artistico-musicale attuale sia ormai paragonabile ad uno dei tanti prodotti ortofrutticoli esposti nei grandi centri commerciali, escludendo i vari Dalla, De Gregori,Venditti, bennato etc. tutti gli altri non si sa bene che mestiere facciano e che cosa dicano nelle loro produzioni fatte e confezionate allo stesso modo di come si fà un hamburgher! forse anche questo è un segno dei tempi, le generazioni post anni '80 non hanno più 'dentro' quello che gli artisti come Rino hanno avuto il privilegio di avere....... ciao Rino da un tuo fratello figlio unico.

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