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Mladic in tribunale all'Aja: "Né colpevole, né innocente: ho difeso il mio popolo"

Esteri

L'Aja, 3 giu. (Adnkronos/Dpa/Ign) - Arrestato il 26 maggio dopo 16 anni di latitanza, Ratko Mladic è comparso oggi in abiti civili e non divisa come aveva annunciato, nella prima udienza del processo a suo carico presso il Tribunale penale internazionale per i crimini di guerra nella ex Jugoslavia all'Aja.

In abito grigio e cravatta, ha tolto il berretto da basebal mostrando la testa pelata. Ieri il suo avvocato da Belgrado aveva rivelato che è stato sottoposto a chemioterapia per un cancro linfatico nel 2009. La voce dell'ex generale ha tremato leggermente nel rispodere a tutte le domande del presidente del tribunale Alphons Orie, ma ha subito contestato la sua data di nascita, 12 marzo 1942, citata dalla corte. "Non è corretto", ha detto Mladic, sostenendo di essere nato il lunedì di Pasqua del 1943. "Poi verificheremo", ha risposto Orie.

Quindi l'ex generale, accusato dell'uccisione di 8mila musulmani, uomini e ragazzi, di Srebrenica nel 1995, ha respinto gli 11 capi di imputazione che sono stati letti nell'aula del tribunale e ha rifiutato di dichiararsi colpevole o innocente, definendo le accuse contro di lui "orribili" e "disgustose".

"Si tratta di accuse mostruose, terribili, che non avevo mai sentito prima contro di me. Voglio leggerle attentamente insieme ai miei avvocati", ha aggiunto Mladic, chiedendo "più di un mese di tempo per rivedere quanto detto finora" e preparare la sua difesa. Il tribunale ha così deciso di concedergli 30 giorni di tempo e il processo è stato aggiornato al 4 luglio.

In precedenza, rivolgendosi alla corte, Mladic aveva detto di essere "un uomo molto malato" e di non esser stato in grado di leggere le 37 pagine dell'atto di accusa consegnatogli nei giorni scorsi, e di non volerlo neppure fare: "Non voglio leggere neanche una singola parola dello vostre accuse", ha scandito il boia di Srebrenica.

Mladic ha poi affermato con orgoglio davanti al Tpi e a "tutto il mondo" di aver "agito in difesa del suo popolo e del suo paese". "Ora difendo me stesso. Non voglio aiuto se non lo chiedo, perché sono il generale Mladic e tutto il mondo mi conosce", ha detto.

Intanto, secondo il segretario del Tribunale penale internazionale per i crimini di guerra nella ex Jugoslavia, John Hocking, l'ex comandante militare dei serbi di Bosnia Erzegovina è in condizioni di affrontare il processo. "Non c'è alcuna indicazione -ha detto Hocking al quotidiano serbo 'Blic'- che lo stato di salute di Mladic gli impedirà di essere giudicato".

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