Cerca

Droga: inchiesta Roma-Boston, da Colombia 300 kg cocaina a viaggio (2)

Cronaca

(Adnkronos) - La merce una volta ordinata da Grassi veniva fatta arrivare in Italia a bordo di aerei di linea e rinchiusa in scatole contenenti statuine dirette ad ignari titolari di ditte italiane. Una volta a Fiumicino le scatole apparentemente innocue venivano recuperate da uomini di Grassi, considerato il dominus della vicenda essendo lui, secondo quanto accertato dagli investigatori a recarsi periodicamente in Sudamerica per accordarsi con i trafficanti colombiani e ad organizzare il trasporto in Italia insieme con Roberto Panichi che provvedeva allo stoccaggio delle statuine.

Una volta che la merce era giunta a Fiumicino subentravano altri due collaboratori del commerciante, Walter Valentini e Roberto Peci, i quali curavano il ritiro delle cassette sostituendosi alle ditte indicate su ognuno dei colli.

Per ogni viaggio, secondo quanto emerso dall'inchiesta erano dai 200 ai 300 chili le partite di cocaina che giungevano in Italia. Il danaro ricavato dalla vendita della droga veniva poi affidato a 5 libanesi attualmente tutti latitanti e colpiti da un mandato d'arresto europeo. Costoro, una volta a Roma alloggiavano in hotel di lusso in attesa di ricevere da altri complici voluminose borse dentro le quali c'erano somme di danaro varianti dai 500 mila agli 800 mila euro nascosti in scatole da scarpe. Poi attraverso varie nazioni europee il danaro veniva trasferito in Sudamerica. (segue)

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog