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Fincantieri, Bono ritira il piano industriale. Romani: due tavoli in Liguria e Campania

Economia

Roma, 3 giu. (Adnkronos) - L'amministratore delegato di Fincantieri Giuseppe Bono ha annunciato il ritiro del nuovo piano industriale. La notizia, riferita da fonti sindacali, è arrivata mentre era in corso l'incontro governo-azienda-sindacati che si è svolto presso il ministero dello Sviluppo economico.

"Ritiro il piano e spero che così si possano esorcizzare le tensioni", con queste parole Bono ha annunciato lo stop al piano industriale. "Il piano presentato non era una novità per nessuno. Sono una persona che si assume le sue responsabilità - ha detto Bono - ma con tutti gli attacchi subiti da tutte le parti, da destra e da sinistra, anche la mia forza viene meno. Se questa è la richiesta ritiro il piano".

Fincantieri, dunque, ritira il nuovo piano industriale ma mette anche in chiaro che non esistono ricette 'miracolose'. E' questa la posizione espressa dal gruppo navalmeccanico al termine dell'incontro. "Fincantieri - sottolinea l'azienda - ha preso atto delle molteplici richieste di ritirare il piano che per altro, nell'incontro del 23 maggio scorso, è stato solo illustrato nelle sue linee principali e non consegnato". Fincantieri, prosegue ancora l'azienda, "è disponibile a costruire tutte le navi ovviamente potendo recuperare il differenziale di costo oggi esistente con i cantieri del far east. Nel caso in cui questo non avvenisse, dovrebbe dichiarare fallimento e portare i libri in tribunale. Auspichiamo che il ritiro del piano possa esorcizzare la crisi mondiale e che da domani possano affluire navi in gran quantità".

"Il governo ha preso atto della volontà di ritirare il piano e ha apprezzato la decisione", ha commentato il ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani ribadendo che ''senza soluzioni condivise non si procederà alla chiusura di alcun cantiere". "Abbiamo avuto un incontro positivo con azienda e sindacati", ha riferito il ministro. "C'è sicuramente una situazione di grave crisi della cantieristica mondiale e c'è - ha sottolineato - l'esigenza di valorizzare e ottimizzare una grande filiera industriale quale è la cantieristica". "A fronte di una presentazione di un piano - ha proseguito Romani - che prevedeva la riduzione degli stabilimenti di Sestri Ponente e Castellammare di Stabia, oggi l'azienda ha dichiarato la volontà di ritirare quel piano. Il governo ha preso atto ed ha apprezzato questa decisione". L'obiettivo, ha spiegato Romani, è quello di "puntare a valorizzare le risorse e ottimizzare la parte industriale guardando alla possibilità di aprire a nuovi mercati".

Ora, ha riferito Romani, si apriranno due tavoli regionali: "Uno in Liguria e uno in Campania. La settimana prossima verrà firmato un accordo di programma con la Liguria per il ribaltamento a mare a Sestri Ponente per 280 milioni. Per Castellammare si aprirà un tavolo regionale per l'ipotesi di ristrutturazione". Per Romani, questo percorso negoziale avviato consentirà di arrivare a soluzioni nei prossimi mesi. "Ritengo - ha detto - che nei prossimi mesi si troveranno soluzioni compatibili con livelli occupazionali adeguati per gli stabilimenti".

Il ministro, rispondendo poi ai giornalisti che gli chiedevano se l'amministratore delegato di Fincantieri potesse rassegnare le dimissioni dopo aver annunciato il ritiro del piano industriale del gruppo, ha risposto: "Non ho avuto questa impressione".

''Il ritiro del piano industriale da parte di Fincantieri è un primo importante risultato della mobilitazione dei lavoratori'', ha osservato il leader della Fiom Maurizio Landini. ''In questo modo si scongiura il rischio di perdere migliaia di posti di lavoro - ha aggiunto - ma ora l'impegno del governo, in questa vertenza, deve crescere sia per quel che riguarda gli investimenti diretti sia per quel che riguarda un'azione di stimolo per un intervento dell'Unione europea''.

Al tavolo, convocato da Romani, oltre allo stesso ministro, erano presenti l'amministratore delegato del gruppo navalmeccanico Bono; per le delegazioni sindacali il segretario generale della Fiom Maurizio Landini e il segretario confederale della Cgil Vincenzo Scudiere, il segretario generale della Fim Giuseppe Farina e il segretario confederale della Cisl Luigi Sbarra, per la Uilm il segretario generale Rocco Palombella insieme al segretario confederale della Uil Paolo Pirani. Presenti anche le delegazioni sindacali locali dalla Liguria alla Campania.

I lavoratori di Fincantieri, che presidiavano da questa mattina l'ingresso del ministero dello Sviluppo economico in viale Boston all'Eur, hanno accolto con un lungo applauso la notizia del ritiro del piano industriale. C'è stato anche un fuori programma del ministro Romani al termine dell'incontro. Mentre si accingeva a lasciare la sede del dicastero, ha raccolto l'invito dei lavoratori e ha impugnato un megafono per spiegare i termini dell'accordo. Gli operai di Fincantieri hanno ascoltato con attenzione le parole di Romani e l'hanno poi applaudito invitandolo a continuare a lavorare così anche con il ministro dell'Economia Giulio Tremonti.

Un corteo di 1.400 era invece partito da Ostiense diretto al Colosseo e poi bloccato dalle forze dell'ordine a Via S. Gregorio, poco prima dell'arco di Costantino. Anche qui applausi e urli, sommersi dal suono di mille fischietti, hanno accolto la notizia del ritiro del piano industriale.

A sfilare anche il sindaco di Genova Marta Vincenzi che ha espresso ''grande soddisfazione, contentezza'' per il ritiro del piano. Vincenzi in mattinata ha incontrato il ministro dello Sviluppo Economico.

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