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Batterio killer, allarme in Europa: preoccupato il 79% degli italiani. Fazio: "Paura non giustificata"

Cronaca

Roma, 3 giu. - (Adnkronos/Ign) - Aumenta il panico all'indomani dei dati Oms sugli oltre 1600 casi di infezione legati all'epidemia di E-coli con 10 Paesi europei coinvolti. Il 62% dei cittadini del Vecchio Continente si dice preoccupato per la contaminazione da batteri. Una percentuale che sale al 79% in Italia, anche a causa della disinformazione. E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti su dati Eurobarometro.

Per Coldiretti, "l'unico pericolo certo è il danno economico per i produttori agricoli italiani per la grande reattività dei consumatori alle emergenze". "L'80% dei cittadini europei ritiene che le Autorità pubbliche dell'Ue debbano fare di più per informare adeguatamente la popolazione anche per evitare allarmismi", sostiene la Coldiretti.

E se si sta procedendo a effettuare le necessarie indagini su un batterio E. coli rintracciato su un salame di cervo prodotto in Italia, da parte sua il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, rassicura i cittadini: la paura degli italiani non è giustificata.

A comunicare della presenza "di un batterio di E.coli produttore di tossine su un salame di cervo prodotto in Italia" è stato oggi il ministero della Salute sottolineando che "qualsiasi correlazione con l'epidemia nella zona di Amburgo è comunque altamente improbabile, sia per la tipologia del prodotto, sia per la zona di provenienza".

La situazione in Italia "è sotto controllo, non deve generare allarmismi e non deve modificare le nostre abitudini alimentari, a cominciare dal consumo di verdura e frutta cruda dopo averla lavata", tranquillizza Fazio. "I problemi sono circoscritti alla zona di Amburgo, dove cioè è partita la contaminazione''. D'altronde, aggiunge Fazio, "abbiamo un efficiente sistema di sorveglianza sindromica in grado di segnalare e curare tempestivamente eventuali casi". E "abbiamo allertato le Regioni, le strutture sanitarie e gli uffici sanitari alle frontiere, responsabili dei controlli sulle importazioni alimentari".

Nessuna segnalazione di infezione è giunta finora "né nella popolazione italiana residente, né in turisti provenienti dalla Germania". Fazio comunque consiglia a chi si deve recare nel Nord della Germania "di non consumare in loco verdura e frutta crude e di non bere acqua di rubinetto, finché la causa dell?epidemia non sarà stata accertata". Fazio comunica poi che la questione verrà affrontata lunedì nel vertice dei ministri della Salute europei a Lussemburgo mentre mercoledì "terremo una riunione con gli assessori regionali alla Sanità".

Intanto, l'Organizzazione mondiale della sanità conferma la pericolosità della variante del batterio responsabile dell'epidemia in Germania e in Europa, "nota, ma mai circolata prima". Secondo un portavoce dell'Oms a Ginevra le caratteristiche genetiche e molecolari di questo batterio potrebbero aiutare le autorità a scoprire la fonte dell'epidemia. La raccomandazione, anche da parte dell'Oms, rimane quella di rispettare le norme igieniche. Nessuna restrizione per ora al commercio di frutta e ortaggi.

Secondo i microbiologi Ue "la natura pan-europea dell'epidemia causata dal nuovo ceppo di Escherichia Coli e i vari problemi che questa comporta rafforzano la necessità di una cooperazione concertata al di là dei confini" dei singoli Paesi, "non solo per far fronte a questa epidemia, ma anche per gestire eventuali emergenze future". Di questo appello se ne fa portavoce Giuseppe Cornaglia, presidente della Società europea di microbiologia clinica e malattie infettive (Escmid) facendo osservare che all'epidemia in corso si può far fronte con "il monitoraggio, la diagnosi e la disponibilità di terapie tempestive e appropriate".

Nonostante le rassicurazioni, le associazioni dei consumatori non ci stanno e puntano il dito contro il ministero della Salute che, sottolinea il Codacons, "non ha preso alcun provvedimento serio per impedire che questa emergenza possa giungere anche in Italia". A giudizio del Codacons "fino a quando non sarà individuata l'origine della contaminazione" a titolo precauzionale vanno bloccate "tutte le importazioni di frutta e verdura, almeno quelle provenienti dai Paesi maggiormente coinvolti, Germania in primis". Le vendite di frutta e verdura, aggiunge l'associazione, sono crollate in Italia di almeno il 15%. E il 20% dei fruttivendoli non indica la provenienza del prodotto agricolo.

Da parte sua, Fedeconsumatori insiste sull'informazione. "La salute e la sicurezza alimentare dei cittadini sono un diritto fondamentale - dice -. In una situazione così difficile è indispensabile che le istituzioni europee e italiane forniscano ai cittadini la massima informazione circa il cosiddetto batterio killer".

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