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Roma: processo Gea, non ci fu associazione per delinquere

Cronaca

Roma, 3 giu. - (Adnkronos) - Nei presunti illeciti che determinarono il processo contro la societa' Gea che svolgeva l'attivita' di procuratore per numerosi calciatori non si configura alcuna ipotesi di associazione per delinquere. A questa conclusione sono giunti i giudici della prima Corte di Appello di Roma i quali, pur diminuendo la pena hanno confermato per Luciano Moggi, ex direttore generale della Juventus e per suo figlio Alessandro gia' al vertice della Rai la condanna per violenza privata. Il primo ha avuto un anno, il secondo 5 mesi.

L'accusa oltre a quella decaduta di associazione per delinquere era quella di aver fatto pressioni su alcuni calciatori al fine di ottenere le loro Procure e di abbandonare chi gia' li assisteva. ''I reati contestati ai due imputati -si legge nella motivazione- sono riconducibili a scelte individuali e nei fatti non si possono ravvisare elementi costitutivi del reato associativo''.

Le accuse contestate ai Moggi si riferivano ad azioni messe in atto nei riguardi di alcuni calciatori per indurli a passarli alla Gea. Le condanne inflitte a Moggi e figlio sono coperte da indulto. Nella vicenda furono coinvolti e poi assolti pienamente Franco Zavaglia, Davide Lippi e Francesco Ceravolo.

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