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Perù, domenica ballottaggio per le presidenziali: sfida tra Fujimori e Humala

Esteri

Lima, 3 giu. (Adnkronos) - Oltre 19,9 milioni di elettori peruviani sono attesi alle urne domenica prossima per il ballottaggio delle presidenziali tra la conservatrice Keiko Fujimori di 'Fuerza 2011' e il candidato di sinistra Ollanta Humala.

All'estero, negli Stati Uniti, in Spagna, Argentina, Italia e Cile, vivino 750 mila peruviani aventi diritto al voto, obbligatorio dai 18 anni in su e con multe per chi non si reca al seggio, ma volontario per chi ha superato i 70.

Per la prima volta il paese affronta il voto elettronico, ma solo in un distretto della provincia di Canete, vicina alla capitale Lima, dove lo proveranno 1.300 elettori.

Fujimori e Humala hanno chiuso la campagna ieri e dalla mezzanotte, ora locale, è scattato il silenzio elettorale. Al primo turno del 10 aprile, in una sfida a dieci candidati per la successione a Alan Garcia, Humala, già sconfitto dal presidente uscente cinque anni fa, ha ottenuto il 27% dei voti e la Fujimori il 20%. Al momento, secondo cinque istituti di sondaggi, non ci sono chiare indicazioni su chi vincerà; una situazione che il Perù non viveva almeno dal 1962.

Le urne apriranno alle 8, ora locale, per chiudersi otto ore più tardi. I primi risultati ufficiali sono attesi per le ore 21 locali.

Molti peruviani non hanno dimenticato Keiko Fujimori, nata il 27 maggio del 1975 a Lima, quando da simpatica quindicenne richiamava l'attenzione all'epoca dell'elezione di suo padre Alberto, nel 1990. Accanto al genitore che ora sta scontando 25 anni di carcere per violazione dei diritti umani e corruzione, la giovane conservatrice, candidata di 'Fuerza 2011', ha svolto anche un ruolo da 'first lady', dopo il divorzio dei genitori nel 1994. Il viso rotondo dai vaghi tratti orientali, come suo padre che era chiamato 'il cinese', la Fujimori ha studiato a Boston, è sposata con Mark Villanella, un americano esperto di informatica, ed ha due bambine piccole.

Ma proprio il ricordo di suo padre che ha governato il paese per 10 anni è la difficoltà più grande da superare per la giovane candidata, definita dagli analisti intelligente e preparata: il 30% dei peruviani non la voterebbe perché ritiene che si sia circondata di persone legate al vecchio regime.

Ollanta Moises Humala Tasso è nato a Lima il 27 giugno 1962, in una famiglia numerosa e politicizzata. Il suo nome da generale inca alimenta la leggenda che suo padre lo abbia sempre sognato presidente, anche attraverso un colpo di Stato piuttosto che con il voto delle urne. Suo padre Isaac, in particolare, da giovane è stato il leader di una cellula clandestina comunista cui aderì, tra gli altri, il premio Nobel per la letteratura 2010 Mario Vargas Llosa. Tenente colonnello dell'esercito ora a riposo, Humala si è fatto notare alla fine dell'anno 2000 con una ribellione contro l'agonizzante governo del presidente Alberto Fujimori: i suoi compagni però lo abbandonarono e il militare dovette rifugiarsi sulle Ande. In campagna elettorale Humala ha assicurato che non è Chavez il suo modello, ma l'ex presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva. Ciononostante il candidato della sinistra ha continuato a suscitare timori nei difensori della democrazia.

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