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Ischia, al voto il 5 e 6 giugno per decidere su fusione in unico Comune

Politica

Napoli, 3 giu. - (Adnkronos) - Da lunedi' prossimo l'isola d'Ischia potrebbe avere un solo Comune. I cittadini degli attuali 6 comuni presenti sull'isola saranno infatti chiamati, il 5 e il 6 giugno, a votare il referendum consultivo per la fusione dei Comuni di Barano, Casamicciola Terme, Forio, Ischia, Lacco Ameno e Serrata Fontana in un unico ente, che comprenderebbe tutti i 62.733 abitanti dell'isola verde. Le votazioni avranno inizio domenica 5 giugno alle ore 8 e termineranno alle 22. Si riprendera' poi lunedi' 6, dalle ore 7 alle 15. I risultati verranno pubblicati sul sito della Regione Campania.

"E' un'occasione storica per capire cosa ne pensano davvero i cittadini di una questione di cui sull'isola si discute da decenni", dichiara all'ADNKRONOS il sindaco di Forio, Franco Regine. I due 'partiti', quello del si' e quello del no alla fusione, sembrano essere di tipo generazionale: "C'e' una massa di giovani - spiega Regine - che e' orientata verso una semplificazione amministrativa, mentre ci sono grosse resistenze nella popolazione anziana ancora legata alle municipalita', ai campanili e alle tradizioni".

La divisione esiste anche tra gli amministratori dei 5 comuni tuttora esistenti: "Ci sono comuni schierati apertamente per il no, come Serrata Fontana, e la maggior parte dei comuni costieri che sono per il si'. Ci sono poi consigli comunali, come quello di Casamicciola e Forio, dove c'e' differenza di vedute tra maggioranza e opposizione".

"Come sindaco di Forio - spiega Franco Regine - non ho espresso una posizione, mi auguro solo che la gente vada a votare perche' c'e' bisogno di sapere cosa ne pensa la gente, e' un problema che va al di la' dei partiti". Il pericolo, secondo il primo cittadino di Forio, e' "che ci sia una forte massa di astensionismo, alimentata anche dalla Chiesa che si e' espressa a favore del no in maniera molto forte. C'e' da parte del clero il timore che questo tipo di situazione possa mettere in pericolo il Vescovato, che potrebbe non avere piu' ragion d'essere se rappresentasse un unico comune invece dei 6 che rappresenta ora".

Timori scongiurati dal vescovo di Ischia, monsignor Filippo Strofaldi, secondo il quale la diocesi non sarebbe in pericolo. Qualunque sia l'esito, sottolinea Regine, "non si sa poi cosa succedera'. E' un referendum consultivo che la Regione Campania ha indetto per capire qual e' l'orientamento della popolazione ischitana riguardo questa istanza che e' stata presentata da alcuni Comuni e da associazioni costituite appositamente".

"Ma non c'e' chiarezza riguardo cosa significhera' davvero la semplificazione amministrativa, neanche io che sono uno dei sindaci dell'isola saprei dire cosa potrebbe succedere in caso di accorpamento - conclude - Il ragionamento che si fara' una volta acquisiti i risultati sara' sulla base di come si sono espressi i singoli comuni, capire se e' l'esigenza di poche municipalita' o e' diffusa in tutta l'isola".

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