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Libia, profanato cimitero italiano a Tripoli

Esteri

Roma, 4 giu. (Adnkronos) - Il cimitero italiano a Tripoli, dove riposano i resti di 8mila connazionali, è stato profanato. Lo ha denunciato oggi Giovanna Ortu, presidente dell'Airl, l'Associazione degli italiani rimpatriati dalla Libia. "Sono entrati ieri, hanno spaccato tutto, la cappella con il crocifisso - ha raccontato all'ADNKRONOS- non sono riusciti a entrare nelle due ali dove ci sono gli ossari, ma hanno gravemente danneggiato l'abitazione del custode". "Sono state fatte anche delle scritte minacciose dove promettono di bruciare tutto la prossima volta", ha aggiunto la Ortu.

Il cimitero, ha spiegato, era stato restaurato meno di due anni fa a cura della Farnesina e alla fine dei lavori era venuto il sottosegretario Alfredo Mantica. Costruito negli anni Venti, il camposanto si estendeva originariamente su 12 ettari e dal 1960 ospitava anche un ossario con tutti i caduti italiani nelle guerre d'Africa. Nel Settanta, ricorda la Ortu, Muammar "Gheddafi si presentò davanti al cimitero con i tank dicendo che avrebbe buttato giù tutto se non fossero stati portati via i resti dei militari". I corpi furono così traslati nel sacrario di Bari e il resto del cimitero rimase abbandonato.

Nel 2004, quando esponenti dell'Airl ottennero il permesso di andare in Libia come turisti, la loro prima preoccupazione fu il cimitero. Grazie ai fondi della Farnesina, allora era ministro degli Esteri Gianfranco Fini, fu avviato il restauro. Dieci ettari del cimitero furono restituiti alla municipalità di Tripoli e tutti i corpi furono traslati nell'ossario militare. L'Airl, sottolinea infine la Ortu, si sente molto vicina agli insorti libici e visita regolarmente i feriti che sono ricoverati a Roma, provvedendo alle loro piccole necessità.

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