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La Fibula Prenestina è autentica, chiuso il giallo sulla prima iscrizione latina

Cronaca

Roma, 6 giu. (Adnkronos) - E' autentica la Fibula prenestina, con la prima iscrizione latina. A confermarlo sono state le indagini condotte dall'Istituto per lo studio dei materiali nanostrutturati del Consiglio nazionale delle ricerche e dall'Universita' 'La Sapienza' che hanno fugato i dubbi sulla preziosa spilla etrusca e sulla sua incisione, che si conferma cosi' la piu' antica testimonianza in lingua latina del VII secolo a.C. "Il caso della Fibula prenestina, esposta nel Museo nazionale etnografico 'Luigi Pigorini' di Roma, e' finalmente risolto" annuncia il Cnr.

L'autenticita' della preziosa spilla, datata al VII secolo a.C., e della sua iscrizione, ritenuta la piu' antica testimonianza della lingua latina, e' stata confermata dalle indagini condotte da Daniela Ferro dell'Ismn-Cnr) e da Edilberto Formigli, restauratore con incarichi di insegnamento all'Universita' 'La Sapienza' di Roma e all'Opificio delle Pietre Dure di Firenze.

I due studiosi, che da anni conducono analisi multidisciplinari sulla tecnologia orafa antica, presentano oggi, presso il Museo 'Pigorini', i risultati delle indagini micro-analitiche condotte nel laboratorio di microscopia elettronica a scansione del Dipartimento di Chimica dell'Universita' 'La Sapienza'.

La Fibula, trovata a Palestrina, l'antica Praeneste, fin dalla sua presentazione ufficiale nel 1887 da parte dell'archeologo tedesco Wolfgang Helbig e' stata oggetto di accesi dibattiti, in merito alla sua autenticita' e al contesto di appartenenza. "Nel 1979 fu dichiarata un falso dalla celebre studiosa Margherita Guarducci che attribui' l'iscrizione allo stesso Helbig" ricorda il Cnr spiegando che "il gioiello d'oro, lungo 10,7 cm, porta incisa sulla parte esterna della staffa l'iscrizione latina 'Manios med fhefhaked Numasioi', in latino classico 'Manius me fecit Numerio' ovvero 'Manio mi fece per Numerio' che in quanto datata attorno alla meta' del VII secolo a. C. risulta la piu' antica pervenutaci".

"Lo studio di un reperto impone la scelta di metodi analitici non distruttivi e non invasivi" spiega Daniela Ferro dell'Ismn-Cnr. "L'utilizzo della microscopia a scansione elettronica, accoppiata alla microsonda elettronica a raggi X a dispersione di energia, consente -dice la ricercatrice- osservazioni ad alta risoluzione della superficie e, contemporaneamente, permette di acquisire dati sulla composizione chimica in elementi. In particolare, la fibula e' stata studiata con una strumentazione dotata di una camera porta campioni che permette di muovere agevolmente l'oggetto, investigandone ogni parte senza danneggiarlo".

"Se per l'oro non sono stati ancora trovati metodi di datazione e' possibile risalire ad una contestualizzazione dell'oggetto -spiega anmora il Cnr- attraverso le tecnologie applicate alla sua costruzione. Le apparecchiature scientifiche utilizzate hanno reso possibile accertare metodologie e composizione chimica compatibili con la datazione attribuita alla spilla al VII secolo a.C., nonostante gli interventi di pulitura e lucidatura eseguiti nell'800". Anche l'iscrizione e' risultata antica sulla base delle indagini microstrutturali delle aree interessate ai solchi, confermandola, dicorno i ricercatori, "come la piu' antica testimonianza in lingua latina".

"La spilla e' un manufatto di alta oreficeria, realizzato utilizzando leghe d'oro di diversa composizione secondo la funzione d'uso delle varie componenti" afferma Ferro aggiungendo che "e' stata anche individuata una riparazione originale che conferma l'uso prolungato dell'oggetto in eta' antica". "E' improbabile -conclude la ricercatrice- che un falsario ricostruisse tali dettagli senza una conoscenza delle procedure dell'oreficeria antica che, tra l'altro, non avrebbero potuto essere rilevate se non con sofisticate strumentazioni tecnologiche disponibili solo ai nostri giorni".

La preziosa spilla e' stata oggetto non solo di dibattiti sull'autenticita' ma anche di tormentate vicissitudini. Donata nel 1889 al Museo nazionale etrusco di Villa Giulia, nel 1900 fu trasferita al Museo nazionale preistorico etnografico e kircheriano del Collegio Romano e riunita, nonostante l'appartenenza non sicura, al corredo della principesca Tomba Bernardini di eta' orientalizzante, scoperta a Palestrina nel 1876. Nel 1960 il corredo di questa tomba fu trasferito al Museo di Villa Giulia, mentre la fibula rimase al Collegio Romano.

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