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La microbiologa: ''Ipotesi bioterrorismo su epidemia di Escherichia coli? Sospetto legittimo''

Cronaca

Milano, 6 giu. (Adnkronos Salute) - Un attacco bioterroristico dietro l'epidemia di Escherichia coli che sta allarmando l'Europa? "In questi casi il sospetto è sempre lecito, anzi è previsto dai normali protocolli di indagine. Ma se non si trova la 'pistola fumante' è praticamente impossibile dimostrare che si tratti di una contaminazione di origine volontaria, o magari di un microrganismo involontariamente sfuggito da un laboratorio di ricerca". Maria Rita Gismondo, responsabile del Laboratorio di microbiologia dell'ospedale universitario Sacco di Milano, giustifica il rafforzamento dei controlli anti-terrorismo alimentare disposto in queste ore in Gran Bretagna.

L'esperta, nota a livello internazionale per avere messo a punto un test rapido per la diagnosi dell'antrace, e in prima linea contro tutte le epidemie scoppiate negli ultimi anni - dalla Sars alla febbre suina - spiega all'Adnkronos Salute che la pista bioterrorismo è percorribile ogni volta che un 'nemico invisibile' si diffonde nell'ambiente.

Poco importa se si tratti di un virus o, come nel caso E. coli, di un batterio. Non solo. Secondo Gismondo, la contaminazione volontaria o l'errore involontario di un ricercatore che 'maneggia' germi per lavoro "non va mai esclusa". Sia che si tratti di un virus o di un batterio già noto, precisa, sia di un microrganismo mai circolato prima come l'Organizzazione mondiale della sanità ha definito il nuovo E. coli. E ancora: l'ipotesi bioterrorismo va presa in considerazione sia nel caso di germi nati da una ricombinazione naturale che rende più aggressivo un agente comune (fonte del nuovo E. coli secondo l'Istituto superiore di sanità), sia di 'chimere' fabbricate in laboratorio. L'agente protagonista di un attacco bioterroristico, avverte infatti la specialista, "può essere qualunque microrganismo in grado di diffondersi nell'ambiente: dal più naturale al più manipolato".

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