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Mostre: Giorgio Vasari alla Galleria degli Uffizi (2)

Cultura

(Adnkronos) - Negli anni Quaranta del Cinquecento si contendono l'apprezzamento del Duca il Pontormo, il Bronzino, il Bachiacca, il Tribolo, Battista del Tasso, Baccio Bandinelli, Benvenuto Cellini, il Salviati, rappresentati in mostra attraverso arazzi (su disegno del Bachiacca e del Salviati), sculture (con rilievi di Baccio Bandinelli, Pierino da Vinci, Benvenuto Cellini) e dipinti (Pontormo, Bronzino). Un ambiente competitivo, dominato dalla personalita' del Maggiordomo maggiore Pierfrancesco Riccio, e densamente intessuto di scambi culturali grazie a burocrati e letterati come Luca Martini e Cosimo Bartoli.

Vasari, provinciale di Arezzo, e' tenuto a distanza dalle grandi commissioni di corte fino al suo trionfale ingresso (1554) al servizio di Cosimo, ben rappresentato dalle decorazioni degli appartamenti in Palazzo Vecchio, di cui si espongono in mostra alcuni disegni preparatori per i cicli pittorici orchestrati da Vasari insieme al letterato e priore dell'Ospedale degli Innocenti don Vincenzio Borghini: l'iconografia di Cosimo come nuovo Augusto e' ormai compiutamente concepita.

Dalla reggia alla residenza estiva, Vasari dipinge per il suo Duca nel 1560 anche la pala d'altare della cappella della villa di Poggio a Caiano, una ''Deposizione dalla Croce fra i Santi Cosma e Damiano'', rimasta nell'oblio fino ad oggi e restaurata in occasione dell'esposizione. (segue)

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