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Batterio killer, i germogli di soia 'assolti' dai primi test in Germania

Cronaca

Berlino, 6 giu.(Adnkronos/Ign) - I primi test di laboratorio in Germania hanno 'assolto' i germogli di soia dall'accusa di essere responsabili del batterio killer che ha portato alla grave epidemia di e.coli. A quanto ha riferito il ministero dell'Agricoltura della Bassa Sassonia, dove si trova il produttore individuato come possibile origine del contagio, i primi 23 test sui 40 previsti non hanno riscontrato la presenza del batterio killer. Sono risultati negativi anche altri otto test realizzati ad Amburgo. Tuttavia, aggiungono le autorità, la nuova pista non è ancora completamente scartata.

Intanto, aumentano in Europa i casi di infezione da variante dell'E.coli (Ehec) e della complicanza più temuta, la sindrome emolitica uremica (Seu). Secondo l'ultimo bollettino diffuso oggi dall'Ecdc (European Center for Disease Prevention and Control), le infezioni sono arrivate rispettivamente a 1.672 e 661 casi, con 22 morti. Tutti i decessi, tranne uno in Svezia, sono stati registrati finora in Germania.

"La gran maggioranza delle infezioni ha colpito pazienti adulti, e in oltre due terzi dei casi si tratta di donne", scrivono gli esperti. I Paesi coinvolti al momento sono 12 - Austria, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Olanda, Norvegia, Polonia, Spagna, Svezia e Gb - "ma la maggioranza dei pazienti è tedesca o ha viaggiato nel nord della Germania". Qui i numeri delle infezioni sono arrivati a 630 casi di Seu (con 15 morti) e 1.601 di Ehec (con 6 morti).

L'emergenza batterio killer è oggi al centro del vertice dei ministri della Salute dei 27 a Lussemburgo. Ferruccio Fazio , al suo arrivo alla riunione, ha invitato a non concentrare l'attenzione solo sulle singole verdure ma sull'intera catena di produzione per individuare l'origine del batterio killer.

Il commissario Ue alla Salute John Dalli ha assicurato che gli esperti di Bruxelles sono già al lavoro in Germania per dare il loro aiuto nelle operazioni di identificazione della fonte del batterio. "Questa è una crisi importante", ha ammesso Dalli, in quanto "pur se contenuta geograficamente è una questione che deve essere controllata, e dobbiamo anche garantire che non succeda più una cosa simile".

E' stato intanto anticipato a domani a Lussemburgo il consiglio straordinario dei ministri Ue dell'Agricoltura, inizialmente previsto per il 17 giugno, dedicato ai problemi sorti in seguito all'epidemia di e.coli in Germania. Lo ha annunciato la presidenza ungherese dell'Ue. I ministri affronteranno il problema "principalmente nell'ottica degli effetti causati sul mercato" dell'ortofrutta, ha spiegato il portavoce della presidenza ungherese Marto Hajdu.

Dall'Italia la Confederazione italiana agricoltori (Cia) chiede all'Ue di ''intervenire subito in maniera concreta a sostegno degli agricoltori pesantemente colpiti dall'emergenza", mentre la Coldiretti avverte che il conto finale delle perdite subite dal made in Italy alimentare potrebbe sfiorare i cento milioni di euro.

Il settore ha registrato ingenti perdite nei giorni scorsi, a partire dall'annuncio, poi rivelatosi infondato, fatto dalle autorità tedesche che all'origine della contaminazione del ceppo mortale dell'e.coli ci fossero dei cetrioli prodotti in Spagna. E oggi il ministro della Salute spagnola Leire Pajin punta il dito contro la Germania e annuncia che Madrid ha intenzione di "chiedere i danni".

MaBerlino si difende dalle accuse rivoltele dalla Spagna. "Abbiamo avuto il sospetto, e quindi è stato corretto lanciare l'allarme corrispondente ai consumatori" relativo ai cetrioli spagnoli anche se poi si è rivelato infondato, ha spiegato il segreterio di stato tedesco Annette Widmann-Mauz a Lussemburgo.

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