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Dalla Cina con furore, neo tendenze dell'arte orientale alla Biennale

Cultura

Milano, 6 giu. - (Adnkronos) - Cinque gli artisti cinesi le cui opere sono esposte alla Biennale di Venezia, inaugurata sabato. Di loro parla oggi all'Accademia di Brera a Milano alle 16 Peng Feng, critico d'arte e docente all'Accademia centrale dell'Arte di Pechino.

Al centro dell'incontro, organizzato dall'Istituto Confucio dell'Università degli Studi di Milano in collaborazione con l'Accademia di Brera, il senso della bellezza nell'estetica orientale. Le opere di Cai Zhisong, Liang Yuanwei, Pan Gongkai, Yang Maoyuan e Yuan Gong, pur essendo assai diverse per stile, materiali e lavorazione, hanno tutte in comune appunto, sostiene il critico orientale, la ricerca del ''bello'', ma in senso cinese.

''La bellezza nell'estetica occidentale è definita di solito dalla luce - spiega Peng -, mentre in Cina la bellezza viene messa in relazione con il sapore. Alla luce nella tradizione occidentale corrisponde la presenza del sapore in quella cinese. I cinque sapori, del resto, sono un aspetto dei cinque elementi che, nella filosofia cinese antica, spiegano l'origine di tutte le cose''.

Ecco allora il profumo del tè, dei fiori di loto, delle erbe medicinali, dell'incenso e dell'alcol presi a soggetto principale dei lavori dei cinque artisti cinesi. Per mostrare metaforicamente, secondo Peng, ''la riconciliazione tra l'uguaglianza e la diversità''.

All'analisi delle opere portate in Biennale si accompagnerà l'intervento di Pan Gongkai (nella foto una sua opera), uno degli artisti più interessanti tra quelli chiamati a rappresentare la Cina in questa edizione della mostra. Partendo dalla sua opera, Snow melting in lotus, Pan parlerà dell'importanza della pittura con pennello e inchiostro (da lui stesso usata in chiave attualissima nell'opera esposta in Biennale) nella tradizione pittorica cinese, spiegando le ragioni per cui questa forma artistica costituisca ancora oggi il sine qua non dell'espressione visiva e spirituale in Cina, veicolo per la presentazione e la conservazione dello spirito culturale nazionale contenuto nei dipinti del passato.

A differenza di altre tradizioni artistiche, fondate sulla pratica di artisti-artigiani, quella cinese ha avuto come maggiori protagonisti, fin dalle sue origini, veri e propri artisti-letterati.

Snow melting in lotus è una installazione composta da uno schermo di grandi dimensioni su cui appare un loto dipinto dall'artista a inchiostro su cui viene ''proiettata'' della ''neve'', formata in realtà da frammenti della versione in inglese del saggio ''On the border of Western Modern Art'' scritto dallo stesso artista e riguardante riflessioni e autoriflessioni sull'arte occidentale moderna.

''Da una parte, l'Occidente illumina la Cina attraverso le parole in inglese che brillano sullo schermo come fiocchi di neve. Dall'altra, mentre il testo in inglese permea e illumina la Cina, si dissolve anche continuamente in fiocchi di neve che si accumulano sulle foglie di loto sciogliendosi - è il commento del critico Peng all'opera di Pan -. Questo processo dinamico è molto simile al processo di introduzione della cultura occidentale in Cina. Dal punto di vista occidentale, si tratta di semplice esportazione, mentre dal punto di vista cinese si tratta di un processo di assorbimento, digestione e scioglimento, più che di semplice importazione. Da una punto di vista transculturale, vediamo invece diverse identità culturali che coesistono armoniosamente. Si tratta della realizzazione dell'ideale cinese antico dell'armonia nelle differenze. Ed è un modo efficace per la Cina di gestire il conflitto tra globalizzazione culturale e multiculturalismo''.

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