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Batterio killer: Ue, fonte non ancora identificata, accelerare analisi

Cronaca

Lussemburgo, 6 giu. - (Adnkronos/Aki) - La fonte del ceppo killer dell'e.coli "non e' ancora stata identificata". Lo hanno confermato la Commissione e la presidenza ungherese di turno del Consiglio Ue al termine della riunione dei ministri della salute dei 27 a Lussemburgo. Finora, infatti, 23 dei 40 test effettuati sui germogli di soia prodotti nell'azienda agricola bio sotto accusa di Uelzen, in Bassa Sassonia, hanno dato esito negativo.

"La situazione e' grave", ha ammesso il ministro ungherese della salute Miklos Rethelyi, in quanto "e' complicata, coinvolgendo diversi settori e aspetti", dalla salute all'agricoltura. "Non siamo ancora arrivati a identificare l'origine dell'epidemia, dobbiamo essere responsabili in quel che facciamo", ha spiegato, aggiungendo che "ogni eventuale lezione sulla gestione della crisi la tireremo dopo che l'avremo risolta", smorzando cosi' le critiche rivolte a Bruxelles e ai sistemi di allerta rapida Ue che, dopo le segnalazioni infondate di Berlino, hanno messo in crisi il settore agricolo spagnolo prima e quello europeo poi.

Sono oltre 1.600 i contaminati dall'e.coli, di cui 700 hanno sviluppato la forma di diarrea emorragica piu' grave, ha confermato a Lussemburgo il commissario Ue alla salute John Dalli, invitando la Germania ad accelerare le indagini ora che una squadra di esperti Ue e' sul posto per fornire assistenza. I primi test effettuati sui germogli "si sono rivelati incapaci di stabilire un legame" tra il batterio killer e i germogli di soia, ha confermato il commissario, anche se "altri risultati sono attesi" tra oggi e domani.

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